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La delirante università che abdica a se stessa

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di Claudio Desirò

Il mondo Universitario dovrebbe essere un mondo di luce, di confronto, di crescita, di libertà, ma l’aria che vi si respira ai nostri giorni lo rende oscuro ed oscurantista, a causa della deriva cavalcata da chi non ha mai superato il clima post bellico e gli anni ’70, riportando in auge metodi violenti, non solo verbali, e temi manipolati a proprio piacimento, a cui si dà dignità istituzionale con scelte folli che condizionano la programmazione degli Atenei ed il diritto allo sudio della maggioranza degli studenti, che nulla hanno a che fare con gli ideologizzati, utili idioti dei regimi antidemocratici.

Il Pogrom del 7 Ottobre scorso ha portato alla luce il profondo antisemitismo della sinistra radicale, condita da quell’ideale antiatlantista e terzomondista che causa vere e proprie allucinazioni a coloro che ne propagandano ciecamente i valori. Non di rado, ad esempio, ci si ritrova davanti a movimenti come il “Me Too” o i collettivi che si rifanno alla sinistra estrema a Torino, che battendosi contro il presunto patriarcato o per i Diritti Civili di tutti, sostengono al contempo Hamas e le teocrazie islamiche. Forse, costoro sono troppo impegnati a diffondere i propri slogan in piazza per rendersi conto che nella Striscia di Gaza, così come nelle Teocrazie integraliste, non esistono diritti né per le donne, viste ed utilizzate unicamente come fattrici per avere forze fresche al soldo della guerra santa, né per il mondo LGBTQ, i cui appartenenti vengono sottoposti ad impiccagione su pubblica via.

Posizioni sconcertanti e derivanti dall’ignoranza messa a disposizione delle ideologie che sfocia in azioni ancora più sconcertanti, come la via intrapresa da alcuni Atenei del nostro Paese di legittimarne i contenuti tramite l’assunzione di decisioni inquinate da questa deriva.

Un fermento antisemita, che coinvolge anche parte del corpo docenti, che ha avuto luce in diverse Università del nostro Paese, da Pisa a Napoli, passando da Bologna e Roma e che ancora una volta ha visto l’Università degli Studi di Torino come l’apice più evidente e basso di questo clima di odio antiebraico, tra disinformazione, distorsione di storia ed attualità e contro cultura.

La decisione del Senato Accademico di interrompere le collaborazioni con le Università Israeliane, decisione contrastata da un unico voto contrario, va esattamente nella direzione della legittimazione dei deliri antisemiti dei collettivi radicalizzati e nella direzione opposta e contraria a quelle che dovrebbero essere le missioni principali del mondo universitario: l’apertura, il confronto la crescita attraverso la conoscenza. Un boicottaggio messo in opera per seguire le immature follie dei giovani pro-pal e che contraddice la logica degli scambi e dei confronti tra studenti e docenti, terreno fertile per una reciproca comprensione e per un clima di pace duraturo.

Seguendo la deriva della sinistra massimalista il mondo universitario sta velocemente abdicando a se stesso, al proprio ruolo di formazione della società futura, facendoci rapidamente ripiombare nell’oscurantismo politico e culturale ed esacerbando le tensioni ideologiche utili a coloro che sempre sono schierati contro i Diritti, contro la Democrazia, contro la Pace. Quella vera.

 

(22 marzo 2024)

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