di Ennio Trinelli

Chissà se i razzisti con la pancia piena che e odiano gli immigrati, mentre odiano il resto del mondo e anche loro stessi, si chiedono chi raccoglie i pomodori sotto il sole a 3 euro l’ora quando gli va bene; chissà se vivrebbero nelle baracche dove vive chi raccoglie i pomodori per loro per poi essere discriminato o passerebbero una sola notte in una delle baracche in cui questa povera gente da 3 euro l’ora quando gli va bene trova rifugio per dormire dopo 12 ore sotto il sole per portare i pomodori e altra frutta o verdura sulla tavola del razzista.
Non glielo chiederemo. Perché è evidente dai commenti agli ultimi fatti di cronaca che chi vive nella comodità non pensa, essendo è convinto di avere diritto a tutto per il semplice fatto di esistere.
E mica ci si riferisce a quei politici inconcludenti e un po’ cialtroni che campano sul nulla che inventano da trent’anni gridando slogan vuoti, mica si può incolpare loro se hanno sempre meno coglioni che li votano dopo avere creduto alle loro cazzate. Ci si riferisce a una società gravida di odio represso, di rivalità orizzontali tra poveri, di gente a puntare il dito contro chiunque, di inconcludenza, di ricerca della comodità a tutti i costi, di decadimento, di mutui per vivere da ricchi e se le cose non vanno come si vuole, la colpa è dell’immigrato.
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E’ l’egoismo della pancia piena, degli agi goduti per colpo di culo perché si è nati nel luogo giusto e non in quello sbagliato, in un’epoca in cui non si doveva prendere una nave che non incuteva nessuna fiducia per finire negli USA o in Argentina dove ti chiamavano mafioso ad ogni respiro (e mica avevano torto in quei tempi là); è l’egoismo che non capisce che per sostenere l’industria italiana e il sistema pensionistico in un paese che invecchia e non fa più figli c’è bisogno degli immigrati che, oltre a respirare e mangiare come tutti gli altri, pagano ci contributi, aprono ditte, danno lavoro, creano reddito, creano Pil (secondo i dati ufficiali del Rapporto annuale sull’economia dell’Immigrazione curato dalla Fondazione Leone Moressa lavoratori dipendenti e imprenditori residenti o nati all’estero generano il 9% del PIL italiano e le imprese gestire da persone nate all’estero sono 600mila, l’11,9% del totale delle imprese italiane) ma rimangono immigrati da discriminare e per i quali invocare la mannaia quando un fatto di sangue, vedi Modena, colpisce l’opinione pubblica.
Silenzio invece quando ad ammazzare per gusto un 34enne del Mali che andava al lavoro in bicicletta sono adolescenti minorenni italiani.
L’egoismo della pancia piena è quello che fa dire a uno dei maggiori TG italiani, l’edizione del TG5 delle 8 del 19 maggio ad esempio, che l’attentatore di Modena è italo-marocchino che non è solo uno sfondone informativo: è una bugia. Perché il 31enne caso psichiatrico grave che, si scopre, non ha mai preso le medicine per i suoi gravi disturbi, è italiano, lo è dalla nascita perché italiani erano i suoi genitori di origine marocchina quando è nato, e certa informazione viene confezionata, parrebbe, a beneficio di quell’egoismo della pancia piena che ascolta solo quello che vuole sentirsi dire. E torniamo a una società viziata che pretende non solo di continuare a vivere nell’ingiustizia sociale dalla pancia piena, ma anche di sentirsi dire solo quello che orecchie stanche e cervelli poveri sono in grado di sopportare.
E certa politica conta proprio su di loro. Sui loro voti. E sulle loro coscienze afone.
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(19 maggio 2026)
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