Se questa è la risposta civile di Israele andiamo male. E questo sarebbe il caso di stracciare ogni accordo con Israele senza por tempo in mezzo. Questa è delinquenza politica. E’ un deliberato prendere a sberle il diritto internazionale. E’ il laiissez-faire di un intero mondo che lascia Israele libero di briganteggiare anche in acque territoriali come volgari pirati d’altri tempi assaltando 29 barche disarmate in missione umanitaria e umiliarne come se fossero animali gli attivisti che le abitano per la loro missione umanitaria. Eccolo Ben-Gvir gridare col suo orrendo ghigno da omuncolo che si crede onnipotente: “Benvenuti in Israele, qui siamo noi a comandare”. Un ometto ridicolo al quale la storia passata non ha insegnato niente e forse qualcosa imparerà dal futuro che si sta costruendo con il suo odio, la sua protervia, la sua arroganza, la sua pochezza.
“Trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo ad opera di un ministro del governo di Israele”; è durissima la ferma condanna del presidente della Repubblica Sergio Mattarella col governo italiano che a ruota pretende scuse ufficiali e convoca l’ambasciatore di Israele. Le opposizioni attaccano: “Ora sanzioni e stop accordi”.
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Ma la gravità di quanto accaduto va molto oltre ciò che si vede. Significa avere a che fare con un governo, quello israeliano, e con un primo ministro, Netanyahu, la cui direzione è quella di una dittatura di estrema destra che ha deciso di fare carta straccia del diritto internazionale, che se ne frega di intervenire in acque internazionali e che significa, in ultima analisi, che nessuno riesce a fermare nel suo furore genocida e piratesco che trascina attivisti pacifisti nel proprio territorio, fatti prigionieri come delinquenti, per umiliarli e farsene beffe di fronte al mondo. Vergognoso non è il termine giusto, ma non vorremmo andare oltre.
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(20 maggio 2026)
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