a cura della redazione

“Revocare il permesso di soggiorno a chi delinque”… Lo ha detto Matteo Salvini a caldo dopo i tragici fatti di Modena per non perdere la pessima abitudine di gettare benzina sul fuoco a puro uso propagandistico. Ci si chiede, dunque, perché non chiedere la revoca dell’immunità parlamentare per chi è responsabile di sottrarre illegittimamente denaro pubblico per rimborsi elettorali non dovuti. Mica per polemica, giusto per porsi domande.
Siamo così nuovamente alla pubblicità elettorale sulla pelle della povera gente. Ma dipende dal colore: del maliano ucciso a Taranto non soltanto Salvini, non soltanto Meloni, ma tutta la politica italiana – a parte Bonelli – si è dimenticata, in un silenzio assordante che dovrebbe far riflettere tutti coloro che hanno scelto la politica come professione. Riflettere e vergognare.
Dunque ripercorriamo un po’ le storie.
A Taranto un maliano di 34anni viene aggredito alle 5.20 del mattino mentre va al lavoro in bicicletta da giovinastri che di svegliarsi alle 4 del mattino per andare a lavorare nemmeno se lo sognano; lo affiancano, mimano il possesso di una pistola, e poi lo pestano a morte apparentemente senza motivo. Il 34enne si rifugia in un bar dal quale sembra che venga cacciato nonostante sia in punto di morte. Il proprietario del bar, un adulto mica un quindicenne, pare essere indagato per omissione di soccorso e alti fatterelli. Dei minori e dei loro capibanda si spera non avere più notizie e che cambino testa. La politica, tutta a parte Bonelli, davanti a questo episodio di criminalità e orrore gratuito tace. Tutti tacciono. A parte Bonelli.
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Poi arriva Modena, un sabato pomeriggio di terrore e tutto quello che già sappiamo: il 31enne è italiano, e non sta bene con la testa tanto da essere stato in cura in una clinica specializzata a Castelfranco Emilia; quasi provoca una strage, questo psicopatico 31enne che non è un terrorista né un lupo solitario del sedicente stato islamico, ma Salvini si scatena e la politica con lui, e Modena risponde all’orrore del divide et impera con oltre cinquemila persone in piazza a manifestare per la convivenza civile e per la pace. Per la cronaca tra le cinque persone che bloccano il 31enne che piomba a 100 all’ora con la sua auto sulla povera gente, ci sono due egiziani, loro sì stranieri, che hanno probabilmente a cuore l’Italia e la giustizia più di certa politica.
Altri commenti? Solo uno: dato che persino Piantedosi ha parlato dei fatti di Modena come dell’effetto di un “disagio psichiatrico” coloro che speculano sul dolore altrui per i loro deliri razzisti dovrebbero piantarla di ammorbarci con le loro porcate.
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(18 maggio 2026)
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