Pubblicità
7.7 C
Roma
9.7 C
Milano
Pubblicità
PubblicitàBritish School Banner 2023
PubblicitàLancio Master 2023 Limited Edition
Pubblicità
Pubblicità
HomeGiustappunto!La commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid: un “boomerang” per gente ridicola

La commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid: un “boomerang” per gente ridicola

Attenzione a giocare con le commissioni parlamentari d’inchiesta: può essere la volta che si finisce veramente dentro a un burrone. Soprattutto, se diventa l’occasione per avanzare tesi antiscientifiche: rischiamo di fare tutti, come Paese e come “nazione”, come dice qualcuno, una pessima figura. Le commissioni parlamentari d’inchiesta devono basarsi su fatti, dati e prove certe. E da quella sul Covid, approvata ieri in Senato in una versione che non prevede alcuna indagine sulle regioni – che per Costituzione hanno competenza diretta in materia sanitaria – significa che qualsiasi cosa verrà fuori risulterà totalmente campata per aria.

Una commissione d’inchiesta impostata in questo modo è totalmente inutile. E se risulterà un tentativo di vendetta contro qualcuno, va a finire che interverrà la magistratura vera. Poi non fate i soliti piagnoni e vittimisti: non ci si venga a lamentare dopo, se serve solo a gettare fango sulla gente. Margini per giocare ai complotti non ce ne sono, poiché Big Pharma c’entra poco con la questione scientifica in sé: quella è economia, non scienza. In secondo luogo, c’è il rischio che emerga la tesi opposta. E cioè che i nostri ricercatori sono costretti a cercare lavoro all’estero, perché qui da noi non s’investe in innovazione e nella ricerca. Cose che ripetiamo da almeno 20 anni. Esattamente come s’insisteva sulla crisi demografica: a furia di negarla, è arrivata a sirene spente e i nostri politici politicanti si sono lasciati sorprendere nella loro impotenza. Per mancate decisioni che dovevano prendere almeno 20 anni fa, quando erano tutti ubriachi di berlusconismo e compagnia cantante.

L’altro margine vero è quello dei protocolli, perché è vero che i nostri medici ci hanno messo un anno e mezzo di tempo, per capire che gli anti-infiammatori funzionavano meglio del paracetamolo. Un po’ di ricoglionimento nella nostra classe medico-scientifica in effetti c’è, perché andrebbe svecchiata. Ma se poi non mettete un soldo in Finanziaria per assumere nuovi medici, siete voi la radice del problema. E comunque, si tenga fuori il professor Remuzzi per favore, che è stato il primo a scoprire che il protocollo sanitario andava rivisto. Anche se è un provax convinto e vi sta sulle balle esattamente per questo.

In ogni caso, non si tratta di verità scoperte dai complottisti, i quali hanno fatto solo casino e basta, disturbando la campagna vaccinale: c’è il reato di “attentato alla salute pubblica” che incombe, perché nel pieno di una pandemia mondiale si debbono per forza mettere in campo degli strumenti per fronteggiarla. E mettersi a fare disinformazione, significa commettere un reato, bello e buono. Una politica sanitaria bisogna farla in pandemia, soprattutto in certi casi. E’ il dilettantismo delle cure fai da te che serve a ben poco. Oppure, l’idea geniale di lasciar circolare il virus liberamente, perché tanto uccideva solamente i vecchietti: un ragionamento da carogne naziste. Senza contare che un indice di mortalità del 2% significa, comunque, quasi due milioni di morti, a fronte di un sistema sanitario messo in seria difficoltà già da 180 mila decessi. Per non parlare della situazione venutasi a creare nei cimiteri, tanto a Bergamo, quanto a Roma. Non serve una commissione parlamentare d’inchiesta per provare che non ricordate mai una mazza e vivete alla giornata: lo sapevamo già. E’ solamente una non notizia…

Anche in merito all’efficacia dei vaccini, il fatto che durassero solo 5 mesi lo ha scoperto l’Ema, non altri. Ma anche in questo caso si tratta di banale normalità: essi vanno aggiornati e, con gli anni, la loro efficacia si affina. Si tratta di profilassi, di medicina di prevenzione, che è un altro settore rispetto a quello terapeutico. L’importante è sapere che i vaccini attenuano fortemente gli effetti del Covid. E infatti, la situazione, prima del loro arrivo, era ben più drammatica. Non voler ammettere, per puro irriducibilismo ideologico o religioso, che essi hanno salvato la vita di milioni di persone in tutto il mondo, rendendo il SarsCov2 un virus endemico, significa solamente negare la realtà: una battaglia populista cieca e senza senso, che ha prodotto solamente ipotesi imperniate su un pessimismo eccessivo circa le potenzialità della medicina e della scienza. Ovviamente, i vaccini vanno richiamati, anche se essi rilasciano una memoria cellulare che protegge abbastanza: basta assumerlo una volta all’anno – soprattutto gli over 60, poco prima dei mesi invernali – e la questione muore lì.

Infine, ci sarebbe il problema del piano pandemico non aggiornato, che tirerebbe in ballo tutti i ministri della Sanità da Livia Turco in qua, compresi quelli di centrodestra: qui ci sarebbe da mettere sotto la lente d’ingrandimento una certa flemma ministeriale e qualche inefficienza può emergere. Poca roba rispetto a un evento che non capitava da un secolo. Infine, c’è la questione del Green Pass, che ha già ottenuto la valutazione della Corte costituzionale: in situazioni di emergenza e innanzi a un virus contagioso, lo Stato può rendere prioritario il principio di tutela della salute pubblica rispetto a quella individuale, perché la Costituzione è più elastica di quanto non si creda e perché non si era in regime ordinario, bensì straordinario.

Ragionare sempre secondo una logica di ordinaria amministrazione, significa essere dei qualunquisti. Un termine che a molti non dice granché e che bisognerebbe spiegare, nelle sue contraddizioni e cattive abitudini. Tuttavia, non si tratta affatto di conservatorismo liberal o di spiritualismo religioso coerente, ma dell’esatto contrario. E anche da questo punto di vista, cioè quello dell’immagine, che a destra viene tenuto in grande considerazione, una commissione d’inchiesta potrebbe rivelarsi un boomerang. E io non so quanto vi convenga istituirla.

“La Storia si presenta sempre due volte: la prima in quanto tragedia, la seconda come farsa”, scrisse una volta Karl Marx. Un filosofo destinato a tornare di gran voga, anche se la sua analisi economica era sbagliata. Perché di fronte al vuoto totale del centrodestra italiano, anche una mezza filosofia può bastare a ridicolizzarvi. Ma tanto tutto ciò cosa importa, in tempi in cui non si conosce vergogna?

 

 

(9 novembre 2023)

©gaiaitalia.com 2023 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



In Evidenza