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Uno vale uno è una perversione a 5Stelle, non un messaggio politico d’uguaglianza sociale

Rocco Casalino con Beppe Grillo

di Giancarlo Grassi

 

 

 

 

 

 

Insomma se Luigi Di Maio può fare il Ministro degli Esteri ne deriva che chiunque, ed è quello che è successo nella strombazzata 24 ore di artisti di strada nella Capitale che lavoravano gratis, può fare qualunque cosa.

Se Luigi Di Maio che non è laureato, che ha lasciato l’Università, che vanta un curriculum di tutto rispetto come steward del San Paolo e webmaster prima di approdare alla Camera ed essere eletto vicepresidente grazie anche ai voti del PD di Bersani, si permette di dare lezioni di Giurisprudenza al presidente Mattarella che è capo del CSM oltre che professore emerito di Diritto Costituzionale, ne deriva chiunque può fare e dire qualsiasi cosa.

 

L’uno vale uno tanto strombazzato dalla grillica perversione chiamata M5S non è nient’altro che il perfezionamento del berlusconismo che recitava che non importa la preparazione, l’importante è essere nel posto giusto, al momento giusto con la persona giusta. Beppe Grillo ha aggiunto la sua volgarità intellettuale e la propensione alla balla seriale eletta a mezzo di comunicazione e gridata a beneficio degli Italiani cui piace farsi imbonire da idiozie per sentirsi un po’ colti o meno ignoranti, o di quelli che si sentono qualcuno per via di postare su un social e ricevere dieci mi piace. Insomma signori, se Alessandro Di Battista può scrivere un libro sappiate allora che chiunque può mettere in scena uno spettacolo (e sui palcoscenici romani abbiamo recentemente visto un paio di bestialità che sostengono questa pensiero) o inventarsi una mostra d’arte che arte non sia, o una nuova teoria che teoria non è su quanto sono dannosi i vaccini per la salute lasciando libero sfogo a possibili future epidemie, o sentirsi un genio perché ha la esse blesa e vaneggia di innovazioni nella locuzione, perché nel mondo dell’uno vale uno anche  il Vate del M5S si può contrapporre al Presidente della Repubblica con un discorso via web ai  disperati che lo seguono e che votano le sue ridicole comunarie.

 

Il M5S, molto più di altre forze politiche, nasconde dietro l’uno vale uno il Trionfo dei Falliti. Che sono quelli che sono sempre stati troppo impegnati a dare la colpa agli altri per avere tempo di fare qualcosa che avesse un senso. E che ora, finalmente, hanno qualcuno da ringraziare. Beppe Grillo non ha fatto nulla di nuovo, ha semplicemente perfezionato la perversa strategia chiamata berlusconismo. Quando l’allievo supera il maestro.

 

 

 

(1 gennaio 2017)

 

 

 

 

 

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