E’ stato uno dei piu’ grandi. Il suo teatro-canzone, così lucido, così forte, così irriverente, così intelligente. La sua voce inconfondibile, il suo gusto surreale, i suoi testi straordinari, il carisma unico. Chi scrive ebbe occasione di assistere ad uno dei suoi spettacoli solo una volta all’età di 17 anni, ne sono passato 30 e si ricorda ancora lo spettacolo perfettamente.
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Fu Mogol a scoprirlo, poi per fortuna Gaber andò da solo. Collaborazioni con i più grandi di sempre, quelli grandi per davvero. Gli incontri con Dario Fo, le performance televisive con la Rai in bianco e nero che rimpiangiamo ancora.
Chi non ricorda “Lo Shampoo”? “La Democrazia”? E “Io se fossi Dio”? Indimenticabile Giorgio Gaber, nato il 9, vero nome Gaberscik, ci ha lasciato tanti ricordi e tanto materiale indimenticabile che parla da solo, da farci sentire iandeguati cercando, in qualche modo, di celebrarne il genio a dieci anni dalla morte e a quasi settantacinque dalla nascita.
Un artista straordinario che ha ispirato decine di comici e cantautori venuti dopo di lui. Chi non lo conosce sappia che la rete è piena di video e di spezzoni audio che possono mostrare a tutti la sua grandezza.
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