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Stefano Bonaccini: “Meloni teme di perdere le elezioni” per questo prova “a cambiare le regole”

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In un’intervista al Corriere del 29 maggio scorso il presidente del PD, Stefano Bonaccini ha usato la mano pesante sulla nuova possibile porcata sulla legge elettorale che sta preparando la maggioranza: “Meloni teme di perdere le elezioni e prova a cambiare le regole del gioco” – ha detto Bonaccini -. “Trovo surreale che con la guerra in corso, i carburanti e l’energia alle stelle e la stagnazione economica, il Parlamento sia preso in ostaggio sulla legge elettorale. C’è una distanza siderale tra le priorità della destra e la vita degli italiani“. Poi si spiega con la consueta chiarezza, quasi brutale: “Mi spaventa un sistema che punta a concentrare i poteri nelle mani del governo La destra non vuole contropoteri e contrappesi”.

Secondo Bonaccini uno degli obbiettivi, probabilmente il principale della riforma, è superare “l’equilibrio tra i poteri previsto dalla Costituzione per avere un capo dello Stato che risponda alla loro parte” quindi Bonaccini ricorda a “Giorgia Meloni che gli italiani hanno bocciato sonoramente questa deriva” e converrebbe a “tutti avere organi di garanzia, come il Quirinale e la Corte costituzionale, che non rispondano a un interesse di parte o di partito”. E in risposta a una domanda sulle primarie possibili tra Schlein e Conte, il presidente ed europarlamentare PD è lapidario: “Stiamo denunciando una manomissione delle regole per cambiare l’esito elettorale e modificare l’equilibrio dei poteri nel nostro ordinamento. Parlare di primarie prima dei programmi sarebbe surreale”. Quindi approfondendo, senza particolare entusiasmo, il tema della leadership della coalizione a precisa domanda su Silvia Salis (che in numerose occasioni ha dichiarato la sua indisponibilità) ha risposto che la “La leadership della coalizione” verrà decisa “a tempo debito e in modo condiviso. Non ho mai visto decidere chi guida senza sapere quando e come si vota” e sulla coalizione ha affondato: “Mi pare più urgente rafforzare e allargare la coalizione, condividere le proposte, offrire un’alternativa chiara ai cittadini”.

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Quindi rispetto alla questione Venezia che pare sia l’unico argomento dei grandi quotidiani, che sembrano ignorare tanto i numeri del PD alle amministrative, quando le vittorie della coalizione di centrosinistra, preferendo soffermarsi sui valori bassi del M5S alle amministrative (vanno male alle elezioni comunali da sempreBonaccini ricorda come “gli elettori 5 Stelle non hanno dimostrato particolari difficoltà a votare un candidato del Pd nei tanti comuni in cui abbiamo vinto (…) non è una sorpresa che il M5S non brilli alle amministrative e faccia molto meglio alle politiche” e non esiste “un problema M5S, casomai esiste un problema coalizione“.

E sul progetto di Alessandro Onorato (già assessore ai Grandi Eventi di Roma Capitale) che lancerà il suo nuovo progetto politico Progetto Civico Italia, una rete civica nazionale volto a federare le realtà civiche e gli amministratori locali d’Italia per dare loro un peso politico strutturato oltre i confini comunali, Bonaccini dice che “sì” i civici saranno decisivi e che “un’alleanza nuova è anche la chiave per dare cittadinanza ai movimenti civici in una coalizione aperta, larga e plurale. D’altro canto, non è quello che facciamo nelle città?”.

E quindi, per chiudere la questione amministrative e il caso Venezia, e sulla presunta incapacità di Elly Schlein di costruire una nuova classe dirigente interna al PD, il presidente PD ricorda che a “Imola il trentenne Marco Panieri è stato rieletto con oltre il 72%. A Mantova veniamo da 10 anni di ottimo governo di Mattia Palazzi, che ha raccolto un record di preferenze a supporto del nuovo sindaco Murari. E Giovanna Bruno ha stravinto con il 75% ad Andria. La nuova classe dirigente c’è già”.

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(2 giugno 2026)

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