di G.G.
Pur di arrivare a quei pochi che ancora l’ascoltano e pur di non farsi superare a destra dai suoi vice-segretari, ecco il Salvini di ultradestra lanciarsi in una delle sue dichiarazioni che rimarranno negli annali delle boutade pericolose e indimenticabili. Pur di scagliarsi contro l’UE, da dentro la coalizione di quelli che si chiamano Patrioti ed ergono muri nazionalisti facendosi pagare i decibel a suon di stipendo da Bruxelles. Lo facessero gratis.
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Il Salvini filo-russo chissà quanto per convenienza la spara enorme: “La minaccia non arriva da est, da improbabili carri armati (sovietici, ndr), arriva dagli immigrati (clandestini, ndr)”. Il tutto all’interno del suo arringare i tontoloni spaziando da destra all’ultradestra, per un punto percentuale in più da rubare a Tajani e senza tenere in nessun conto gli effetti che simili scariche d’odio possono scaricare nella società.
Paragonare gli immigrati alla guerra di Putin è l’ennesima propagazione gratuita di un partito (e di un segretario) senza più nulla da dire, devastato dalla personalità della sua leader di coalizione, presidente del Consiglio, i cui consensi crescono sulla pelle di Salvini e Tajani.
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(10 giugno 2025)
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