di Giovanna Di Rosa

Non è proprio una dichiarazione di autostima quella scelta da Marianna Madia per lasciare il PD: “Me ne vado dal PD per rendere più forte anche il PD”. O trattasi forse di irrilevanza politica? Non sapremo mai perché questo è un mondo dove le persone vogliono solo piacere, persino quando sanno a tutti i costi di piacere poco. Già ex-ministra Marianna Madia se ne va dal PD ed entra, da indipendente e dopo essere stata ministra di Renzi, dentro Italia Viva. Guarda un po’. Starebbe forse a significare che Renzi sta togliendo le truppe dal partito di Schlein per riprendersele dentro il suo partito? Si spiegherebbe forse la lunghissima calma piatta rotta solo dagli interventi al vetriolo e a volte geniali, del leader supremo.
La lunga storia di Marianna Madia, politica capace, già con Valter Veltroni – un altro che politica ne sa parecchio – si sposta più al centro che pria come racconta l’ex ministra ex PD in toni gradevoli in questa bella intervista rilasciata all’Huffington Post. Certo è che si ingrossa la voglia di grande centro senza Forza Italia tra i piedi (“Forza Italia è al governo con Giorgia Meloni da quattro anni e vota tutto senza battere ciglio. Vanno d’amore e d’accordo. Per cui ora il tema non si pone. Poi io giudico i fatti che avvengono in parlamento e al governo. Ad oggi è un dibattito surreale”) ma si continua ad avere la sensazione che non ci siano le idee chiare – o forse è solo questione di posizionamento e noi non lo capiamo. C’è un punto: da quando sono al mondo sento dire che si vince al centro, ma è almeno dal ’94 che il centro che intendono i nostalgici del centro non c’è più. E anche nel PD, tra Energia popolare di Stefano Bonaccini (e che sostiene Elly Schlein) e i riformisti di Lorenzo Guerini e Graziano Delrio [sic] c’è sempre maretta. Si dubita che quel Grande Centro si configuri d’amore e d’accordo e per amor di Patria.
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Sta di fatto però che ci sono una decina di sigle disponibili, pronte a fare parte di quel Grande Centro di cui si parla da decenni e non si fa mai. Il centrosinistra più Italia Viva, Azione e con + Europa sfonda il 48,7 per cento al netto dei mal di pancia di Calenda e delle sue dichiarazioni televisive mangia-decimali di consenso. Poi ci sono i vari Ruffini, i Comitati più uno, c’è Silvia Salis, ci sono i Manfredi, gli Onorato, gli Spadafora, i Marattin. Un bel cumulo di macerie direte voi, ma anche di voti che sommati uno sull’altro magari col soccorso di Radicali e Socialisti…. Hai visto mai?
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(5 maggio 2026)
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