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A Carnevale ogni scherzo vale

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di Claudio Desirò

Il periodo del Carnevale 2024 è terminato, lasciando spazio ai riti della Quaresima, ed è stato contraddistinto, nei suoi ultimi giorni, da uscite, dibattiti ed azioni politiche che, se non fossero serie ed evidenzianti una decadenza politica e culturale allibente, assomiglierebbero a scherzi tipici del periodo. Purtroppo, però, non lo sono.

Una settimana, questa, contraddistinta dalle polemiche sanremesi, sfociate immancabilmente in prese di posizione di dubbio gusto sul conflitto mediorientale, passando attraverso accuse di razzismo dovute ai gusti musicali e terminata tra scontri ed improbabili mozioni pacifiste presentate e votate in Parlamento. Perché se “Sanremo è Sanremo”, mai come quest’anno a livello politico, giornalistico e sociale, ci si è voluti cimentare in evoluzioni circensi, a partire dalle accuse, e relative analisi, riguardo un presunto razzismo di fondo che contraddistinguerebbe i gusti musicali degli italiani. Già, perché nell’Italia del 2024 si può apprezzare o meno un cantante, una sua canzone o una sua esibizione, purché questi non provenga da Napoli o dintorni. In tal caso l’apprezzamento è d’obbligo per non essere tacciati di razzismo.

Sembra uno scherzo, purtroppo è realtà.

Realtà come reale è stato il silenzio proveniente dal palco ligure riguardo vittime e ostaggi, compresi i ragazzi del Nova Festival, violentati e trucidati il 7 ottobre scorso in Israele, per i quali non è stata spesa mezza parola. Parole spese, spesso a sproposito, riguardo le vittime civili palestinesi, con denunce di presunti genocidi, urlate da chi, probabilmente, nemmeno ha chiaro in testa il significato di genocidio. Già, perché se qualcuno tra Israele ed Hamas mira ad un genocidio, questi è l’organizzazione terroristica e per comprenderlo basterebbe leggere il suo statuto o, più semplicemente, la  definizione della parola che si sta utilizzando a sproposito. Ma se a non conoscere il significato di questa parola è un cantante che la usa a sproposito da un palco, questo può essere, fino ad un certo punto, giustificabile. Purtroppo, molti politici pseudo pacifisti, però, stanno facendo lo stesso grave errore ed una fetta del nostro Paese crede sia realtà. Ed anche questo, in un Paese normale, sembrerebbe uno scherzo, ma dalle nostre parti è triste realtà.

Realtà come realtà è la scorta che ora vigila sulla sicurezza e sulla vita dell’Amministratore Delegato della Rai, reo di aver diramato un comunicato stampa di vicinanza dell’azienda a vittime ed ostaggi israeliani. Perché nell’Italia del 2024 esprimere vicinanza a vittime e famigliari di una strage terroristica su base religiosa e razziale, equivale ad essere un nemico di qualcuno e rischiare la propria incolumità.

E neanche questo, purtroppo, è uno scherzo.

E da questo clima contraddistinto da numeri da circo di dubbio gusto, non poteva sottrarsi il nostro parlamento, a partire dal PD, con la sua mozione pacifista passata con l’astensione del Governo, grazie alla quale, ora, la pace calerà sul mondo intero, taceranno le armi e regneranno le persone di buona volontà. Un non-scherzo carnevalesco arrivato poco prima della Quaresima che, speriamo, porti con sé un po’ di buon senso o, quantomeno, un po’ di silenzio e riflessione nelle menti di coloro che non perdono occasione per gesti, parole o mozioni, che oltrepassano costantemente il limite del ridicolo.

 

 

(15 febbraio 2024)

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