di Daniele Santi
Se Gramellini lascia la Rai per La7 – “Non ho ancora confermato”, dirà il giornalista – la Rai si svuota dell’ennesimo contenitore di contenuti che fa ascolti per virare verso la televisione dell’O la la Susanna la va in campagna quando il sole tramonterà, storie edulcorate per traditrici per bisogno e non per voglia, che è un po’ il motto di queste destre. Così pare.
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Il giornalista-conduttore di un programma intelligente lascerà così il posto a quelli che hanno quindicimila libri in casa – 180 metri quadri di spazio occupato per niente mentre c’è gente che non ha dove vivere – la cui unica cultura è quella di far sapere che una cultura ce l’hanno, perfetta dimostrazione che l’avere un cultura non gli è servito a nulla.
Il melonicidio della Rai prosegue dunque a ritmi serrati, non che lei lo provochi, ma chi conosce il mestiere di non volersi fare imbavagliare capisce quando è il momento di togliersi dai piedi e cercare altri lidi dove non ci siano troppi bavagli, o dove non ce ne siano proprio. Tutto questo se Gramellini dovesse lasciare la Rai per La7.
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(1 giugno 2023)
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