di Daniele Santi
Dal banchetto (a pagamento) a favore dei bambini russofoni (gli altri esclusi) del Donbass dello scorso 21 aprile in piazza Bra a Verona, con tanto di bandiere di Donets e Lugansk alla manifestazione contro la NATO e pro-Putin il passo è stato breve. Anzi brevissimo.
Due settimane o poco più dopo quella provocazione mascherata da iniziativa umanitaria duramente contestata da centrosinistra e dal deputato di +Europa, Riccardo Magi, che la definì, ricorda Repubblica, “un chiaro messaggio a favore della spietata invasione russa in Ucraina”, ecco servita la prima manifestazione anti-Nato dall’inizio della guerra dicasi corteo pro-Putin. Una vergogna nazionale, dicasi iniziativa, promossa dal movimento che sostiene la candidatura a sindaco nelle prossime elezioni amministrative dell’ex consigliere leghista Alberto Zelger.
Una decina di persone – estreme destre, ultracattolici, omofobi, No Vax e No Green Pass – con grande striscione a inneggiare per Putin e contro la Nato. Poi tricolori, magliette nere identitarie – e Meloni a Milano solo una settimana fa cercava disperatamente di ironizzarci sopra – con pretese anti-sistema a scatenarsi in un matrimonio con integralisti cattolici antiabortisti e omofobi, creazionisti, proibizionisti, complottisti, terrapiattisti.
Viene da chiedersi se comunicati stampa che arrivano da istituzioni meritorie come l’ANPI si rendano contro di coloro ai quali inconsapevolmente stanno tirando la volata.
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