di Giancarlo Grassi #governo twitter@gaiaitaliacom #consultazioni
Il governo? Non lo vuole nessuno. Nessuno vuole prendersi la responsabilità di tenere fede ad una serie di promesse che sono irrealizzabili e di mettere mano a ciò che va fatto sul serio, ad esempio insegnare agli Italiani che per vivere bisogna lavorare e non aspirare ad un reddito di cittadinanza semplicemente perché si respira; oppure fare i conti con la semplicità del dover dire che applicando la flat tax non ci saranno più i soldi per il welfare. O tanto altro.
Così facciamo fuffa. La geniale operazione di marketing chiamata M5S o del berlusconismo perfezionato via web, quella che vuole il candidato premier in giacca e cravatta con il faccino da bravo ometto, il suo compare di bufale via web lasciare la politica [sic] per andare a posare le sue inutili natiche su poltroncine di sasso in qualche “paese sottosviluppato” dove sentirsi buono e vendere i suoi libri che lo raccontano come ogni buon francescano, o gli esponenti della Sacra Setta viaggiare in autobus come se non lo avesse mai fatto nessuno, gioca sulla gigantesca menzogna che a non volere il governo siano le forze politiche che non si vogliono alleare con il M5S.
Salvini gioca lo stesso sporco gioco, perché va detto chiaramente: non esiste al mondo un sistema politico parlamentare dove sia possibile andare al governo con il 37% o con il 32%. Quando esiste si chiama governo di minoranza e si regge su appoggi esterni. Il PP in Spagna governa in questo modo ed è costretto a contrattare ogni provvedimento con il PSOE che lo sostiene dall’esterno, altrimenti il governo cade e si passa ad una nuova maggioranza, senza necessità di passare dalle urne. Ciò che in Italia viene chiamato ribaltone per gli spagnoli si chiama democrazia.
Il mondo è bello perché è vario.
Così assistiamo, ad un mese esatto dalle elezioni, a Luigi Di Maio e Matteo Salvini che non reclamano nelle sedi opportune la poltrona di primo ministro, che invece gridano a gran voce di volere sui giornali; con loro un esercito di nuovi servi del potere, alcuni con fallimenti alle spalle e decine di migliaia di euro di stipendi non pagati, che lanciano attraverso le loro opinioni messaggi ai nuovi powerfull: “Se ce la chiedete ve la diamo, ma il pane… Per favore… Il pane”.
In questo paese tutti tengono famiglia, fuorché coloro che non sanno come sfamarla.
Così che sarebbe bene non credere a ciò che si sente, perché questa patata bollente del governo non la vuole nessuno. I vincitori, siamo la coalizione del 37% o il movimento del 32%, non vogliono la responsabilità di governo perché dovrebbero venire meno a tutto ciò che hanno promesso e siccome sulla fuffa hanno basato tutte le loro politiche, ora è proprio da quella che possono essere sbugiardati.
Meglio agire in modo che la responsabilità cada ancora sul PD la cui colpa è stata, prima delle elezioni, quella di essere al governo e dopo le elezioni quella di non volerci andare perché i suoi elettori lo hanno chiaramente indicato come partito di opposizione. Capito in che mani vi siete messi?
(4 aprile 2018)
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