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HomeNotizieInteressa?Matteo Orfini dixit: "Cacceremo via i corrotti, contro Marino solo i mafiosi"....

Matteo Orfini dixit: “Cacceremo via i corrotti, contro Marino solo i mafiosi”. Ma guarda, interessa?

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Matteo Orfini 01di Daniele Santi

 

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Era il 5 giugno del 2015, nemmeno tanto tempo fa, ma per la politica – per certa politica dalla memoria corta e dall’amore per il compromesso a tutti i costi – cinque mesi sono lunghi come un kalpa (dieci alla cinquantaduesima anni), e Matteo Orfini onnipotente commissario del Pd romano così si esprimeva in una intervista a firma Giovanna Casadio su Repubblica.it: “Chi si è fatto corrompere deve sparire dalla vita politica e dal Pd” (…) “Chiedere le dimissioni della giunta Marino è fare il gioco della mafia”.

 

Ora viene spontaneo chiedere chi fa il gioco di chi, considerate le dimissioni di Marino dell’8 ottobre scorso.

 

Dalla politica non si pretende coerenza, si pretende soltanto che non sia svergognata. E proprio senza vergogna, con il senno di poi, appare un’altra dichiarazione di Matteo Orfini al quotidiano La Repubblica rilasciata durante la stessa intervista del 5 giugno scorso.

 

Il commissario del Pd romano dichiarava: “Nel momento in cui si sono insediate le giunte Marino e Zingaretti che, con gli atti amministrativi, hanno cominciato a rompere i meccanismi che consentivano al “mondo di mezzo” di infettare la città, la criminalità si è ribellata cercando di aggredire l’amministrazione corrompendone pezzi. Se qualcuno ha ceduto deve sparire dalla vita politica e dal Pd. Ma gli atti con cui abbiamo risposto sono quelli che hanno messo in crisi il sistema criminale. Lo racconta Buzzi stesso nelle telefonate, considerando Marino un nemico”

 

Se facciamo uno più uno da persone sempliciotte quali siamo, ne deriva che, essendo Ignazio Marino costretto alle dimissioni, uguale sorte capiterà al presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, reo a sua volta di avere combattuto la Mafia?

 

Non sappiamo, noi non solchiamo le alte vette dell’intrigo politico e non siamo in grado di andare più in là di ciò che vediamo con gli occhi, così che l’intellighenzia del politichese dietrologico non se la prenderà se nella nostra semplicità, citeremo ancora una volta il commissario Pd Orfini che riferendosi all’orrendo 5 stelle Di Battista, dice: “…essere alle dipendenze di Grillo, che dice che la mafia non esiste, e chiedere l’allontanamento del sindaco Marino che la mafia combatte, aiuta ad incorrere in queste situazioni spiacevoli”.

 

Ora viene spontaneo, (di nuovo, ahinoi) chiedere chi ha voluto l’allontanamento di chi, considerate le dimissioni di Marino dell’8 ottobre scorso.

 

Non sappiamo, noi non solchiamo le alte vette dell’intrigo politico e non siamo in grado di andare più in là di ciò che vediamo con gli occhi, così che l’intellighenzia del politichese dietrologico non se la prenderà se nella nostra semplicità ci permettiamo di sottolineare le dichiarazioni di Sel che alla vista di tante poltrone improvvisamente vuote e tutte da occupare nuovamente, in perfetto stile pesci-vendola, si sono affrettati a dichiararsi disponibili ad una verifica post-mortem, perché quando ci sono poltrone da occupare Sel è sempre più che disponibile. Non ce ne vorranno i signori dell’intrigo dietrologico se ci pare che dietro tutta questa immonda vicenda ci sia una logica che davvero vorremo vedere scomparire: la logica tutta romana della protervia, del fancazzismo, dello sticazzismo, dell’arroganza, della maldicenza, dell’intrigo per l’intrigo, delle sacche di potere che basta non toccarle.

 

Ci spiace vedere che, ancora una volta, si consegnerà la città alla destra più indegna, più becera e più corrotta del mondo occidentale in nome di non si sa cosa. O forse sì.

 

A meno che tra qualche giorno non succeda che abbiamo scherzato: che Ignazio Marino ritirerà le dimissioni e magari si formerà una giunta Pd, Sel e M5S (che magari smetteranno di giocherellare a quelli tutti puri e senza peccato specialisti nel perdere i treni) in vista di un rimpasto di governo.

 

Ma noi siamo dei sempliciotti e questa è fantapolitica. Mentre lo schifo che va in scena a Roma in questi giorni è real-politik. Altro che Putin.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(10 ottobre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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