Il partito di maggioranza relativa in Tunisia, gli islamisti di Ennahda, protagonisti della fallimentare gestione della prima parte della transizione tunisina, invisi alla maggioranza della popolazione, a schiacciante maggioranza laica, pur mantenendo ferme le sue radici islamiche, ha detto sì – finalmente – ad un governo di transizione con le forze dell’opposizione.
Roma non ce la fa. I Mondiali di Atletica vanno a Nairobi nel 2029 e a Monaco di Baviera nel 2031
Pur ritenendo il comitato organizzatore la proposta di Roma "molto interessante", la Capitale ha perso la corsa all'organizzazione... →
L’accordo dopo mesi di braccio di ferro e dopo che le misure di Ennahda hanno distrutto l’economia del paese (che con Ben Alì cresceva del 3,5% l’anno) e hanno lasciato mano libera agli estremisti Salafiti che si sono resi protagonisti di due omicidi politici rimasti ancora impuniti – quelli di Chokri Belaid e Mohamed Brahmi) senza riuscire ad arginarne le scorribande e l’occupazione illegale del suolo per le loro preghiere (bloccano strade, soprattutto nei luoghi turistici).
Il leader di Ennahda, l’impopolare Rached Gannouchi, ha stabilito con l’opposizione una road-map che dovrebbe traghettare la Tunisia verso nuove elezioni politiche dopo avere accusato l’opposizione di tutti i mali del paese. Il presidente Moncef Marzouki ha dichiarato che gli occhi dei “tunisini e dei nostri amici all’estero sono puntati su di noi e non possiamo deluderli”.
Ex Keller, un nuovo progetto per rilanciare la produzione di veicoli industriali
Dopo oltre 17 anni dalla fine delle attività produttive, il complesso industriale ex Keller di Villacidro si prepara... →
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