di Ennio Trinelli

Pericolose gole profonde comuniste starebbe teorizzando, alcuni addirittura da pubblici media, le impudenti, che la querela del ministro Nordio contro Mediaset (e contro Bianca Berlinguer) non sarebbe potuto partire se Giorgia Meloni non fosse stata d’accordo, o almeno, informata, non avesse detto meglio di no. Senza entrare nel merito della mania di queste destre sempre più alla canna del gas di zittire la gente che fa il suo mestiere in accordo con la libertà di opinione garantita dalla Costituzione, ci sembra una ricostruzione più che possibile. Ma non vuol dire che sia vera.
Altre comunistissime gole profonde comuniste, ne è pieno questo mondo infame, insinuerebbero poi che Marina Berlusconi potrebbe non essere – e di fatto non è – per niente d’accordo con le pulsioni di opportunistico cambiamento di legge elettorale ad uso restiamo al potere! restiamo al potere!, e starebbe facendo pressioni al presidente di Forza Italia Antonio Tajani, sempre meno convincente e sempre meno credibile, affinché sganci il partito di Famiglia dagli artigli mortali (per Forza Italia) della presidente del Consiglio e del suo vicepremier e ministro dei trasporti nonché nuovo alleato favorito di Trump. Si tratterebbe di una contrarietà capace di tradursi in azioni concrete tese alla creazione di un terzo polo centrista, forse in linea con Matteo Renzi o per mantenere la poltroncina a Carlo Calenda e che vedrebbe come fumo negli occhi il superpremio di maggioranza ipotizzato dalla presidente del Consiglio che ha promesso tutto e non ha fatto niente che non ha altra scelta che varare una nuova legge elettorale, già in odore di incostituzionalità e al confronto della quale il porcellum è un capolavoro di architettura politica, che in nome della stabilità renda il paese ingovernabile o governabile grazie alle sue pulsioni illiberali per puntare al Quirinale. Secondo le malelingue comuniste la Marina non ci sta.
Se poi mettiamo in contro il fatto che con la querela di Nordio non si colpisce soltanto Mediaset, non si colpisce soltanto Piersilvio Berlusconi, ma si gioca al tiro ai berluscones vere e proprie anime filantropiche del principale alleato di Governo di Meloni, si evince che dalle parti di via della Scrofa e di via Arenula qualcuno potrebbe avere perso il senso della realtà.
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Per dirla con Mario Mieli naturalmente non bisogna dare Meloni per spacciata. Nostra Signora dei Miracoli mai mantenuti ha grandi capacità e non è nemmeno detto che, con l’aria che tira in giro per il mondo e i venti che soffiano dal punto di vista economico, non le sia più conveniente perdere la prossima tornata elettorale.
Ma anche questi sono volgari insinuazioni comuniste che questo umile, umilissimo cronista può soltanto commentare con o spirito caustico che gli appartiene limitandosi a raccontare e commentare, lettrici e lettori, quel poco che gli è stato riferito sui movimenti prossimi, futuri e persino possibili.
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(8 maggio 2026)
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