Quattordici virgola nove miliardi più lo 0,6% di scostamento di bilancio se abbiamo capito bene, di fatto ci costerebbe quasi una finanziaria di debito la decisione personale, a quando sembra per ora, di Antonio Tajani vicepremier e ministro degli Esteri che ha annunciato ulteriore debito di 15 miliardi di euro (14,9 miliardi, per essere precisi) per l’approvvigionamento di armi, utilizzando lo strumento noto come “Safe”, acronimo di Security and Defense Agenda for Europe (o Safe European Security Strategy), un’iniziativa e del quadro normativo dell’Unione Europea volto a creare un sistema comune per la sicurezza. A parte le battute sulla manna dal cielo per gli industriali delle armi (tanto in Italia mica ce ne sono), Tajani ha poi fatto una mezza marcia indietro.
Chi invece l’ha detta proprio come va detta è stata la Lega di Salvini in caduta libera, con Borghi che ha messo il punto: “Deciderà il parlamento”. Non riempie di italico orgoglio vedere quanto conti nel governo di cui è anche vicepresidente, il ministro degli Esteri?
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