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Il Governo si svena e applica uno sconto di 17 centesimi alle accise sul diesel

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di G.G.
G.G.

Che bei tempi quando la presidente del Consiglio Meloni sbraitava contro le accise in un pessimo video home-made, era campagna elettorale e in campagna elettorale tutto è permesso. Le fregature vengono dopo: equamente distribuite tra chi c’è cascato e chi no. E’ la democrazia, baby. Oggi le cose sono profondamente diverse. Ereditato un paese che cresceva del 3,2% Meloni e il suo governo clownesco sono riusciti a portarlo a crescita praticamente zero, con la produzione industriale ferma da un numero imprecisato di mesi (c’è chi dice 72, chi dice 84, chi dice sono tutte balle, tutto va benissimo), ultimo in UE per produttività e crescita, ma primo, anzi primissimo, per debito pubblico con oltre tremila miliardi di euro su cui pagare interessi.

Tremila miliardi di euro di debito pubblico (3.181,1 miliardi di euro al picco registrato nel bollettino di maggio della Banca d’Italia con un previsione di 3.206 miliardi alla fine del 2026 e un rapporto debito/PIL del 138,6%), significa pagare tra i 90 e i 100 miliardi di euro all’anno (pari a circa il 4% del PIL) di interessi sul debito, in media di circa 8 miliardi di euro al mese. Ora non si è così stupidi da incolpare esclusivamente Meloni e il suo Governo di questa situazione al limite della pornografia finanziaria, si pretenderebbe soltanto di riempirsi la bocca di narrazioni mendaci che non hanno corrispondenza con la realtà.

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E siccome la sfiga ci vede benissimo, il Governo Meloni si trova a dovere smentire i video sulla accise confezionati dall’allora aspirante presidente del Consiglio Meloni che si guarda bene, perché sa quello che fa, di ricordare quel clamoroso passo falso sul quale oggi è costretta a tacere, vista la situazione della crisi energetica mondiale, grazie alle scelte devastanti del conquistador col ciuffo per il quale lei ha proposto il premio Nobel per la Pace occupato a bombardare di qua e di là come solo certi piccioni sanno fare.

Lo sconto di 17 centesimi sulle accise, solo sul diesel, durerà fino al 6 agosto, ma il 4 il governo si riunirà per vedere se si può prorogare o no. Tanta sincera abnegazione al benessere degli italiani in tempo di ferie lascia basiti.

D’altro canto Antonio Tajani ha annunciato, a proposito, ulteriore debito di 15 miliardi di euro (14,9 miliardi, per essere precisi) per l’approvvigionamento di armi, utilizzando uno strumento noto come “Safe chiedendo un intervento di 14,9 miliardi entro la fine dell’anno… Poi dirà l’onorevole Crosetto per come investirli nell’anno successivo”, si tratta di denari, a debito, che saranno investiti nell’acquisto di armi. Che però poi fa retromarcia. Il governo quei soldi non li ha utilizzati, li ha solo prenotati dalle risorse Safe, e deciderà entro la fine dell’anno cosa utilizzare e ha lasciato intendere che non è stata presa nessuno decisione su quanto utilizzare dei 14,9 miliardi a disposizione. Tradotto in italiano del popolo significa che sanno benissimo cosa farne, che la decisione è stata presa, ma stanno cercando il modo giusto per raccontarla agli italiani come al solito.

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Insomma soldi per le famiglie, per l’energia, per il carovita non ce ne sono – e danno la colpa all’UE per la procedura di infrazione, ma il nuovo patto di stabilità più rigido del precedente l’ha firmato questo governo e non voi – ma i soldi per la produzione di armi ci sono subito.

 

 

(28 luglio 2026)

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