Il silenzio di Fratelli d’Italia, sorelle incluse, sulla faccenda Santanchè non stride affatto con la voce chiara e risonante della ministra e il suo “Dimissioni? Sono tranquilla, non me ne vado“, dal suo esilio proletario a Cortina. E’ soltanto un modo per dire: “Se non te ne vai decidiamo noi”. E poi, che dire di più?, Meloni è impegnato al ricevimento privato di Trump concesso ai sudditi-oligarchi sparsi per il mondo, insieme a un paio dei suoi. La questione Santanchè è francamente irrilevante.
Sottolinea molta stampa però che a distanza di 72 ore dal rinvio a giudizio di Daniela Santanchè, nessuno del gruppo dirigente del partito delle Meloni abbia nemmeno abbozzato neppure una seppur minima difesa di circostanza, una anche sussurrata parola di solidarietà nei confronti della ministra che non deve chiedere mai. Meloni non perdona chi la mette in imbarazzo ed è nella posizione di decidere fin dove sopportare l’imbarazzo e quanto velocemente liberarsene.
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