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Il Kapitano che propone affondamenti per non affondare del tutto

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di Claudio Desirò

Che il cosiddetto “Kapitano”, non si sa bene di cosa, non sia nuovo a sparate a braccio, lo sappiamo tutti. Che in questa sua fin troppo lunga campagna elettorale per le prossime europee potesse andare anche oltre l’umana comprensione, quindi, non può stupire. Certo, ascoltare la sua ennesima “geniale” proposta, per la verità un vecchio refrain ritirato fuori ad arte, lascia parecchie perplessità.

Secondo l’attuale Ministro delle Infrastrutture, infatti, una delle misure per contrastare l’immigrazione clandestina sarebbe l’affondamento dei barconi e dei barchini “vuoti” (-cit.) per sottrarli ai trafficanti di esseri umani. Ora, non si sa bene a quali barchini e barconi “vuoti” (-cit.) si riferisca. A quelli presenti sulle coste africane, quindi da affondare in territorio non italiano, oppure a quelli con cui i disperati arrivano sulle nostre coste?

Nel primo, caso, ovviamente, la totale vacuità della proposta è evidente, non avendo il nostro Governo potere in acque nazionali altrui e non potendo, quindi, inviare le nostre FF.OO. o il nostro esercito ad ottemperare a queste brillanti soluzioni. Nel secondo caso, invece, risulta evidente che, per chi si occupa delle Infrastrutture del nostro Paese, risulti più semplice affondare un barchino vuoto (-cit.) che tirarlo in secca ed eventualmente conferirlo in discarica (discariche, queste sconosciute).

Che poi, non è che risulti più semplice, ma certamente risulta con un effetto più “scenografico” da dare in pasto alla sempre più sparuta base elettorale residua.

Certo, l’inquinamento dei nostri litorali, tanto cari a parole a chi vorrebbe risollevare (sempre a parole) il turismo può essere sacrificato sull’altare degli slogan e delle azioni plateali a favore di una platea abituata agli show, non certo alla buona politica. Ed è solo l’inizio della lunga cavalcata verso le elezioni europee, sulle spalle del nostro Paese.

 

 

(22 settembre 2023)

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