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C’è Confusione (sarà colpa di Draghi?)…..

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di Claudio Desirò

Continua il periodo particolarmente confuso e complicato per la politica nazionale che, ultimamente, sta evolvendo con ulteriore caos interno ai partiti alle prese con la lotta di potere e la resa dei conti seguente gli ultimi risultati elettorali.

Se per il PD, che ci ha abituato ad essere più attento alle proprie dinamiche interne che alla politica nazionale, non è una novità, le notti dei lunghi coltelli sono iniziate anche altrove, con leader messi in discussione, scelte contestate, nascita di correnti, dimissioni di gruppo e futuro incerto.

Quello che fu il partito maggioritario solo fino a qualche anno fa, si avvia a congresso traghettato dal segretario dimissionario Letta privo di idee e di progettualità politica. Concentrato unicamente sulle dinamiche interne e seguendo l’onda populista pentastellata a base di slogan senza costrutto, il PD si dimentica di recitare il proprio ruolo politico e si butta sulla campagna elettorale che porterà all’elezione del nuovo segretario, trattando il tema come fosse prioritario per l’intero Paese. Tra un candidato e l’altro, tutti concentrati sul criticare Renzi come se fosse questa una conditio sine qua non per guidare il partito, spunta la “novità” Schlein che, tra retorica un tanto al chilo, slogan casuali e distanza dal paese reale, sembra essere l’unica a superare l’ingessamento di un partito ormai piegato su se stesso. Un’operazione che sa molto di eutanasia politica ben poco dignitosa per quel partito che avrebbe dovuto rappresentare una larga fetta di elettorato con idee moderne, progressiste, socialdemocratiche. Ma tant’è.

Se Atene piange, Sparta non ride ed anche a destra, nella Lega in particolare, la resa dei conti seguente la batosta elettorale, sembra iniziata e portata avanti dalla corrente che fa capo a colui che proprio la Lega fondò e portò a livello nazionale. Con la fondazione del gruppo “nordista”, Bossi ed i suoi fedelissimi stanno mettendo in seria difficoltà quel Salvini che, abituato a disseminare la propria attività di slogan, viene ora messo palesemente in discussione internamente ad un partito che ne riporta il nome nel proprio.

Il Senatur (o chi per lui, visti i problemi di salute) puntano a riportare “il nord” come tematica centrale mettendo l’attuale Ministro per le Infrastrutture di fronte alle proprie responsabilità politiche e facendogli pagare dazio per il costante declino degli ultimi tempi.

Ma se centrosinistra e centrodestra vedono partiti in fibrillazione, anche il cosiddetto terzopolo non vuole essere evidentemente da meno, tra difficoltà di posizionamento del nuovo progetto e dimissioni di interi gruppi interni ad Azione.

A fianco ad un’Italia Viva coerentemente ferma nella sua posizione e nella sua progettualità futura fin da prima dell’inizio della campagna elettorale della scorsa estate, l’ondivago Calenda cerca di issarsi a leader “terzista” nonostante una spiccata attitudine a guardare solo a sinistra, al PD in particolare, generando confusione in chi vorrebbe guardare a quel progetto come alla nascita di qualcosa realmente alternativo ai due schieramenti. Internamente ad Azione evidentemente qualche passaggio deve essere saltato o non essere stato digerito e se l’enfasi viene gettata sugli appuntamenti federativi, le cronache ed i palazzi raccontano di interi gruppi dimissionari, compresi direttivi regionali, provinciali e locali. Una fibrillazione costante nel partito che si associa alla difficile individuazione di ciò che davvero vorrà essere da grande il progetto comune che, al netto delle dichiarazioni roboanti e, spesso, fumose sopratutto dalle parti di Azione, sembra vivere di due anime distinte e distanti.

In tutto questo, il Paese si avvia verso un fine anno ricco di incertezze tra una Legge di Bilancio priva di investimenti ed un PNRR che rischia di non essere portato a termine, tra l’inflazione che galoppa e la crisi energetica non risolta, diversi partiti dimostrano ancora una volta di essere attenti solo alle proprie evoluzioni interne, lasciando progettualità e soluzioni per il Paese alla fine della propria lista di priorità.

 

(9 dicembre 2022)

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