Alex, il primo ragazzo non binario ad essere riconosciuto da un tribunale

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di Paolo M. Minciotti

Il 7 marzo 2022, il Tribunale Civile di Roma si è espresso accogliendo le richieste presentate da Alex, un ragazzo non binario, mirate ad ottenere la rettifica del genere e del nome, senza doversi necessariamente sottoporsi ad alcuna terapia ormonale, medicalizzazione che il ragazzo non desidera affrontare.

Come ha spiegato l’avvocato Giovanni Guercio, protagonista di numerose battaglie legali per le persone transgender, si tratta di una sentenza storica, la prima breccia contro il “binarismo” in termini giuridici nel nostro Paese. Già in passato era stato possibile rettificare i documenti a chi non si era sottoposto a terapia ormonale sostitutiva, ma esclusivamente per motivi legati alla salute fisica, non per legittima scelta come nella fattispecie. Questa invece è la prima volta che il Tribunale menziona proprio nel corpo della sentenza la nozione di “non binarietà”, virgolettandone i contenuti, ed abbracciando la nostra tesi circa la non necessità di una terapia ormonale sostitutiva, trattandosi di persona trans cosiddetta “non binaria”.

Il tutto è stato evidenziato anche dalla Dott.ssa Mosconi del SAIFIP di Roma, la quale ha insistito sulla necessità sentita da Alex di sottoporsi alla sola mastectomia e di non effettuare alcuna terapia ormonale per il suo benessere psicologico.

Alex è rimasto senza parole quando gli ho comunicato la bellissima notizia – ha raccontato Giovanni Guercio in una nota – e solo dopo qualche giorno mi ha riferito di avere veramente realizzato quanto di importante avessimo ottenuto per la sua vita e, ci auguriamo, per quella di altr* ragazz* che dopo di lui potranno sperare in un futuro migliore. Il mio obiettivo? Prima di andare in pensione vorrei riuscire a far modificare la Legge 164/82, rendendola in linea con i tempi; una norma che finalmente faccia proprio il concetto di depatologizzazione già da tempo annunciato dall’OMS. In due parole, vorrei che la mia figura diventasse ‘superflua’, quantomeno nelle aule di giustizia alle quali, a mio avviso, non dovrebbe essere necessario rivolgersi per potere essere sé stessi”.

 

 

(2 aprile 2022)

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