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HomeLa Guerra di PutinZelenski e i proclami incendiari di cui non ci sarebbe bisogno

Zelenski e i proclami incendiari di cui non ci sarebbe bisogno

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di Giancarlo Grassi

Che Putin sia pericoloso per la stabilità mondiale e che il suo disegno vada molto oltre ciò che ci consente di vedere la guerra in Ucraina è cosa certa. E’ cosa certissima che Putin deve essere fermato e che proprio quella stabilità mondiale impone che sia fermato con i mezzi della diplomazia e della pace. Che Zelenski si permetta di dividere l’Occidente in buoni e cattivi, anche lui, e decidere con discorsi fin troppo incendiari quali sono i paesi che appartengono ai buoni e quali ai cattivi ci sembra troppo, è politicamente stupido, fomenta tensioni incendiarie della quali non si sente il bisogno e, soprattutto, non risolve il problema.

Il suo paese è a ferro e fuoco e nessuno di noi lo ignora. E certamente nemmeno Zelenski ignora che c’è tutto il resto di un mondo, che morirebbe di voglia di dire basta a questi barbari, ma deve resistere alla brutta tentazione perché le conseguenze sono immaginabili. Anzi no. Le conseguenze sarebbero inimmaginabili. Sarebbe quindi il momento che il presidente ucraino, invece di gridare pubblicamente alle armi, studiasse sul serio insieme ai suoi alleati, quelli che le armi gliele inviano pur non partecipando con i proprio uomini alle operazioni, soluzioni possibili e le rendesse note con la stessa caparbia puntualità con la quale se la prende con l’Occidente che non invia aerei. Quando sa benissimo perché questi aerei non vengono inviati.

E’ certo che di questi tempi tutto fa guerra, persino un articolo sui social, figuriamoci la guerra vera, quella che abbiamo nella pancia e grazie alla quale ce la prendiamo con violenza inspiegabile contro tutti coloro che non sono d’accordo con noi, con tastiere, parole o invasioni barbariche. Ma arriva il momento in cui alle dichiarazioni accusatorie contro tutti, anche contro chi aiuta un popolo coi mezzi pacifici che sono l’unico modo che conosciamo per fare la pace a mantenerla, spara a zero. Irragionevolmente e pericolosamente.

E da un uomo che dimostra così piena padronanza, e così profonda conoscenza, della comunicazione è giunto il momento di attendersi una virata dal punto di vista delle dichiarazioni pubbliche. Ammesso che sia proprio Zelenski ad attendere il momento giusto e nel frattempo fa training.

 

 

(28 marzo 2022)

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