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Beppe Grillo “suicida” il Movimento 5 Stelle. Conte: “Ha deciso di essere il padre-padrone”

di Daniele Santi, #Politica

Ha risposto prontamente alla domanda ci Giuseppe Conte che chiedeva “Dica che padre vuole essere per la sua creatura”. Ha risposto da giocatore di biliardo di bar di periferia che ha trovato un avversario più forte. E ha rotto le stecche.

Con la volgarità d’azione che troppo spesso lo caratterizza ha lanciato la sua invettiva: “Non possiamo lasciare che un movimento nato per diffondere la democrazia diretta e partecipata si trasformi in un partito unipersonale governato da uno statuto seicentesco”. Un vero statista.

E poi ha detto che si tornerà a Rousseau. Insomma cambiare tutto, servirsi di tutti, affinché nulla cambi e il capo rimanga uno solo. Il Fondatore. Al grido di “Non può risolvere i problemi del Movimento, non ha la visione politica” – e allora perché se lo è scelto, pensava di poterlo dominare come gli altri di cui si è circondato? – il Fondatore ha scelto di suicidare il M5S.

Sul suo blog, ripreso da Repubblica, ci va giù anche più duro: “Mi sento così come se fossi circondato da tossicodipendenti che mi chiedono di poter avere la pasticca che farà credere a tutti che i problemi sono spariti e che dia l’illusione (almeno per qualche mese, forse non di più) che si è più potenti di quello che in realtà si è davvero, pensando che Conte sia la persona giusta per questo”. La domanda è sempre la stessa. Se Conte è tutte queste cose orribili, perché se lo è scelto come capo politico? “Conte l’arrogante” non era già quella cosa lì quando Grillo gli ha affidato il compito di capo politico del Movimento e prima che Conte dicesse sì, dopo averci riflettuto forse fin troppo a lungo?

Come ricorda Il Fatto Quotidiano nell’estate del 2019, subito dopo dopo la caduta del governo con la Lega di Salvini, Grillo era intervenuto in prima persona per blindare Conte a Palazzo Chigi: “Qualsiasi cosa che preveda di scambiare lui, come facesse parte di un mazzo di figurine del circo mediatico-politico, sarebbe una disgrazia“. E’ lecito dubitare che Grillo stesse parlando della stessa persona di cui (s)parla oggi quando lo inseriva tra gli “elevati”, quella mitogrillica categoria in cui il fondatore dei 5 stelle include anche se stesso e il presidente della Repubblica. A proposito di “arrogante”.

Cosa è cambiato dai tempi in cui Conte restituiva all’Italia “una parte della dignità persa di fronte al mondo intero” – sono sempre parole di Grillo…

Dubitiamo ci sarà una risposta. Conte non ci sembra essere cambiato molto. Ad essere cambiate sono le circostanze personali del Fondatore, e nessuno se ne compiace… Politicamente è successo che Grillo ha chiesto formalmente a Conte di mettersi a capo dei 5 stelle per rilanciare l’azione del Movimento. Così l’ex presidente del Consiglio ha portato avanti le trattative con Davide Casaleggio per ottenere i dati degli iscritti, e ha vinto; ha studiato il modo per dotare il Movimento di un nuovo portale che sostituisse Rousseau, e ha vinto; ha cominciato a lavorare su un nuovo statuto e qui Grillo doveva decidere che “padre essere per la sua creatura”. Parole di Conte. E ha deciso di fare saltare in aria i giochi… Pessimo segno. Da leggere le migliaia di commenti, moltissimi contro Beppe Grillo, sulla pagina Facebook del Vate.

 

(29 giugno 2021)

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