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E comunque la faccenda “Lega soldi dalla Russia e Salvini lo sapeva” non convince…

di Giovanna Di Rosa #BuzzFeed twitter@gaiaitaliacom #RussiaGate

 

La faccenda che nella giornata del 10 luglio ha scatenato ancora una volta i social facendo gridare agli audio ed insultando chi usa i condizionali – vanno usati, perché noi una causa non ce la possiamo permettere e comunque tutti, anche Salvini, sono innocenti finché non viene dimostrato il contrario con una sentenza definitiva (dei Tribunali e non dei social) – fa acqua da tutte le parti.

La storia è nota ed è inutile ripeterla. Basta un riassunto brevissimo: tre italiani e tre russi bevono qualcosa insieme, l’inglese di tutti e sei è pessimo, definiscono qualcosa di simile ad un accordo verbale per l’importazione di petrolio russo in Italia, importazione che dovrebbe coinvolgere anche l’Eni che, in un modo che non è chiarissimo, farebbe finire qualche decina di milioni e mezzo (65 milioni di euro) nelle casse della Lega. Non si sa il come del denaro, né il perché, da dove, verso dove, su conti intestati a chi, a quale società, a quali società, con sede dove, con più sedi, se su conti offshore… Insomma, tutto si limita agli audio che non danno certo elementi per pensare che poi l’operazione sia effettivamente partita.

Se gli inquirenti troveranno materiale sospetto sapranno cosa fare, noi non possiamo certo dire che ci siano elementi tali, anche solo dal punto di vista giornalistico, da far pensare che le cose siano effettivamente andate come troppo velocemente supposto dopo la fiammata rabbiosa provocata dagli audio. Ci sono invece elementi per pensare alla capacità di BuzzFeed di comporre articoli che sappiano far parlare. Con aumento dell’audience. Con argomenti già usati da l’Espresso ne febbraio scorso che si sono scontrati coi limiti imposti anche a BuzzFeed dallo svolgimento della storia. E fin qui l’aspetto giornalistico-mediatico.

Poi c’è quello politico e qui Salvini ha responsabilità istituzionali: prima tra tutte quella di chiarire in parlamento come sono andate le cose, accettando ciò che la presidente del Senato ha negato, chiamasi dibattito ed offrendosi in pasto ai leoni, visto che a Salvini il carattere sembra non mancare. E i primi a chiedere chiarezza dovrebbero essere i suoi alleati di governo, quelli che dicono di voler mandare in galera [sic] gli evasori e poi dicono “Meglio Putin che i petrolieri”. Per non parlare del PD che potrebbe, per una volta, dire sul serio che tutti quest processi mediatici montati ad arte sulla base di potrebbe essere e si dice sono uno schifo invitando con la fermezza dei prodi [sic] il leader leghista a dire come stanno le cose. Certo da Zingaretti e dai suoi figliocci non ci si aspetta tanto.

Poi c’è la possibilità fantascientifica: quella che vede Salvini stancarsi di tirare la volata sovranista ad uno che gli fa fare uno scherzo barbino da suoi tre presunti emissari, dei quali non si conoscono nemmeno i nomi. Insomma sa tutto un po’ di faccenda montata ad arte e montata anche male. Dispiacerà a qualcuno ma ciò che va detto va detto.

 

(11 luglio 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 


 




 

 

 

 

 

 




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