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venerdì, Gennaio 28, 2022

Posto che Sfera Ebbasta è culturalmente improponibile e impresentabile non è lui che va processato, se proprio deve esserci un processo

di Giovanna Di Rosa #Cronaca twitter@gaiaitaliacom #Orrori

 

 

Va detto non tanto per dire, che il buon Sfera Ebbasta con la tragedia dell’anconetano non c’entra nulla. Lui ha altre responsabilità: prima tra tutte quella di essere un prodotto governato da chi di prodotti se ne intende con il preciso obbiettivo di acchiappare il meglio che passa finché si può perché domani non si sa mai, chissà quanto duro. Quelli che sono infastiditi dal suo look sono assai più colpevoli di lui perché perpetrano l’intelligenza. Non è certo per il look di Sfera Ebbasta che bisogna incazzarsi perché se i miei figli si appassionano a testi di siffatta stoltezza e nulla da dire, ad una musica [sic] così insignificante, a delle frasi fatte violente per piacere e per vendere senza nessuna verità al loro interno, qualcosa nella mia educazione è mancato.

E Sfera Ebbasta è il prodotto che è di moda per i ragazzini che qualcun altro ha confezionato sapendo che quei ragazzini si sarebbero appassionati a tale nulla. Invece di prendervela con lui, pensateci.

L’industria discografica fiuta il momento, quindi questo ragazzotto finto-burino abile manager di sé stesso, insieme a loro – quelli dell’industria discografica – sa che l’attimo è fuggente e bisogna fare in fretta, prenderne più che si può perché anche nel suo caso, in quello di Sfera Ebbasta va detto per fortuna, tutto è transitorio, veloce, fugace, oltre che eternamente inutile. Solo gli euro restano. Che non si sa mai non mi tocchi cercarmi un lavoro da facchino e poi mi spezzo i denti d’oro.

Ecco giustificate le due serate in una a quattro cinque pezzi – perché mai chiamarli canzoni? – in luoghi a qualche decina di chilometri l’uno dall’altro con lui che si piglia i suoi xmila euro, il suo manager la sua percentuale, la casa discografica è contenta e tutti vissero eternamente felici. Finché la vita, che è solo un continuo imprevisto, basti pensare che finisce, non decida altrimenti. Poi ci si mette il fato travestito da ragazzino 17enne – appena rilasciato – che presuntamente spruzza peperoncino, dev’essere molto più soddisfacente dell’antico trombare, e scatena il panico nella discoteca. Forse voleva fare una bravata, o accaparrarsi una borsetta o chissà cosa. Il panico provoca morte e ferimenti. E l’insopportabile rigurgito di odio dei perbenisti che devono trovare un colpevole subito. E quel colpevole dev’essere Sfera Ebbasta: così via all’ennesima campagna d’odio.

Lui, saggiamente, si toglierà dai piedi per un po’ restituendo un po’ di dignità estetica all’ambiente. Le critiche sul suo conto passeranno e magari passerà anche la voglia di ascoltare le sue inutili incitazioni alla misoginia come se fossero sensate. Chi rimane coi suoi fallimenti e dolori non è certo Sfera Ebbasta.

 




 

 

(12 dicembre 2018)

©gaiaitalia.com 2018 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 


 

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