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Nella corsa alla poltroncina della segreteria PD arriva anche la proposta “paritaria” Ascani-Giachetti

di Daniele Santi #PD twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

Quello che mancava alla corsetta per la poltroncina di segretario PD era la candidatura doppia, in coppia, annunciato contemporaneamente all’insegna del volemose bbene in una cornice imbarazzante con quadri stori, un impianto audio improponibile e insospettabile. Certo è che, come già ci venne ricordato da un bello spot che recitava “tciù is megl che uàn”, il PD non sta facendo nulla per evitare di farci sbellicare dalle risate. Non ne possono più nemmeno i militanti. Non ne possono più nemmeno i tesserati. E forse domani mi candido anche io che non li ho mai votati né penso di votarli in futuro.

E’ la cosiddetta ala renziana del partito che si spacca e va un po’ con Martina e un po’ con il ticket Giachetti-Ascani; certo una segretaria donna biologica sarebbe un bel cambiamento per il PD e posso dire in questa sede, avendo avuto occasione grazie al mestiere che faccio, di seguirla in diverse occasioni, che Anna Ascani è donna preparata, coerente politicamente, tosta quanto basta ed in grado di cavarsela egregiamente, ma non sfugga a chi mi legge, se mi legge, che il prossimo segretario del PD sarà totalmente e completamente paralizzato dalle correnti, dalle divisioni interne, dai veti, dalle guerre e guerriglie, dai mal di pancia, dai Cuperlo, dagli Emiliano, dai D’Alema, da coloro che son usciti e voglion rientrare. Insomma Ascani-Giachetti o chi per loro, il PD sarà paralizzato dal PD perché il PD del dopo-Renzi non esiste più. E nemmeno Renzi si sente molto bene.

Programmi della coppia favolosa? Nemmeno uno, ma questo vale per tutti gli altri perché lontani sono i tempi in cui un segretario si faceva eleggere perché aveva un programma e non per distribuire poltrone. Quel PD lì era un altro PD. O fingeva bene.

La candidatura Ascani-Giacchetti sarà paritaria, e serve a dare rappresentanza a chi ha “creduto nel progetto di Matteo Renzi” ed ora si trova orfano di Matteo Renzi, della serie viva la sincerità. Volete mettere con uno Zingaretti che racconta che farà questo e farà quello nel caso venga eletto facendo finta di non sapere che sarà un segretario di minoranza e per questo paralizzato? Naturalmente la candidatura Ascani-Giachetti dipende dalla riuscita della raccolta delle firme tra gli iscritti, che deve essere completata entro pochi giorni.

La parola paritaria è l’unico sospiro di politica che giunge da bocche stanche ad ancora più stanche orecchie: di programmi niente, di progetti ancor meno, di cose da fare nulla, di come tornare ad avere i voti dei sovranisti lottando contro il sovranismo ancor meno. La strana coppia gioca in coppia la partita pro-Renzi che nel frattempo si è schierato con Martina, tanto per far capire a Zingaretti chi è che comanda.

Stiamo parlando del circo che si crede un partito politico, che per far fuori uno che non gli andava più a genio – eletto democraticamente in primarie mal sopportate per ben due volte, con oltre il 70% dagli iscritti a suo favore – ha lasciato che due partiti come Lega e M5S andassero al governo dell’Italia e invece di fare opposizione sensata giocherellano a chi si siede sul seggiolone. Per favore…

 





(12 dicembre 2018)

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