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Rappresentante del M5S agli arresti accusato di estorsione: non c’è molto di cui rallegrarsi

Fabrizio la Gaipa (terzo da sinistra) con Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Roberto Cancelleri nella foto Facebook pubblicata da La Stampa

di Daniele Santi, #Politica twitter@gaiaitaliacom #Sicilia

 

 

Uno dei candidati con la lista del M5S del candidato presidente Cancelleri è stato arrestato e si trova ai domiciliari con l’accusa di estorsione. L’uomo è un imprenditore alberghiero e, secondo l’accusa, avrebbe obbligato due dipendenti a firmare false buste paga. Se fosse vero sarebbe gravissimo. E sarebbe gravissimo se, ancora una volta, personaggi dalla dubbia moralità e dalla poca onestà, si fossero nascosti all’ombra di una lista politica per aumentare la propria influenza sul loro ambiente. Anche se in questo caso la mafia non c’entra l’idea che sta alla base di un atteggiamento di questo tipo è mafiosa.

Lo slogan di Fabrizio La Gaipa era “Da una parte gli onesti, noi, dall’altra tutti i partiti” e sta lì a dimostrare come gli slogan tipo noi tutti onesti loro tutti ladri mettano in pericolo la credibilità di chi li usa, più di coloro che si accusano di disonestà. Naturalmente – le regionali siciliani rischiano di essere annullate, lo diciamo come profezia non tanto lontana dalla realtà – avvenendo l’arresto 36 ore dopo la patetica apparizione di Luigi Di MaioChe Tempo Che Fa i social sono pieni di reazioni tra il divertito, l’indignato, il furioso ed il sarcastico. C’è anche chi si compiace del fatto che alla fine anche loro sono uguali agli altri…

Secondo noi, e non possiamo certo essere tacciati di filogrillismo, c’è da poco di cui rallegrarsi. Avremmo preferito di gran lunga che il M5S riuscisse ad essere immune da fenomeni simil-mafiosi e da infiltrazioni di disonestà che sono, purtroppo, la vera palla al piede di questo paese per arginare la quale, stiamo vedendo, non bastano le panzane ai confini della realtà di Luigi Di Maio in televisione, non bastano le grida roboanti di Beppe Grillo in piazza – piazze che gli servivano a riempire di nuovo i teatri insieme al suo amico e sodale Travaglio – dove si mettono al rogo le caste mentre ci si trasforma in casta. Non bastano i deliri pseudo-comunisti di Di Battista né l’esilio volontario di Roberto Fico in minoranza. Serve un cambiamento profondo della mentalità degli Italiani, cambiamento del quale il M5S si faceva garante, con quali risultati abbiamo visto.

La Gaipa oltre alla faccenduola delle false buste paga e della costrizioni ai dipendenti a firmarle, vanterebbe anche seri illeciti nelle dichiarazioni al fisco. A testimonianza che la diversità morale non esiste se non nel silenzio e che più si grida più si è sporchi. Non riguarda necessariamente La Gaipa. Riguarda tutti noi. Tutti noi che forse, nella stessa situazione di candidato del La Gaipa, saremmo tentati di farci prendere la mano e rilasciare dichiarazioni roboanti tipo questa

 

“Assistiamo a un gravissimo impoverimento sociale causato dalla fortissima emigrazione. Ormai praticamente ogni famiglia ha uno o più figli che sono dovuti andare a cercare una prospettiva migliore lontano da questa terra. Dobbiamo tornare a dare opportunità ai nostri figli. Bisogna creare posti di lavoro ed oggi l’unica opportunità è offerta dalle aziende, specie quelle piccole e medie che rappresentano la spina dorsale dell’economia dell’Isola (…) decenni di malgoverno (…) tutta la Sicilia si trova a vivere una condizione di profonda crisi (…) dignità ai cittadini dell’agrigentino attraverso il completamento delle opere pubbliche e il ritorno ad una cultura del bello. Solo in questa maniera si creeranno i presupposti per una rinascita sociale ed economica vera e duratura”. 

 

evitando di specificare se parlando di “rinascita economica vera e duratura” ci stiamo riferendo a quella della comunità o alla nostra. Al di là del divertissement da social che tanto ci fa sbellicare dal ridere, la domanda è una sola: al posto di questi cialtroni venditori di fumo faremmo meglio o peggio di loro?

Aspettate prima di rispondere, la domanda è serissima e merita una profonda riflessione. Sennò siamo come quelli che vendono facce oneste sui social e sono invece affaristi senza scrupoli né morale nel privato. Di quelli che pensano di farla franca sempre…




 

(14 novembre 2017)

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