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Luigi Di Maio da Fabio Fazio o dell’insopportabile sconcezza del nulla

Luigi Di Maio a Che Tempo Che Fa il 12 novembre 2017 – foto: Corriere.it

di Daniele Santi, twitter@gaiaitaliacom #Politica

 

 

La piaggeria della trasmissione di Fazio Fazio, che cominciamo nostro malgrado a trovare insopportabile soprattutto quando il conduttore – abilissimo in altri ambiti – sceglie la domanda corretta e fintamente impersonale nei confronti dei rappresentanti della politica. Lo fa con Renzi, lo faceva con Prodi e lo ha fatto, in entrambe le occasioni, con Luigi Di Maio.

La presenza del leaderino mandato al massacro dal Vate del Sacro Blog che lo ha convinto di essere qualcuno è stata non solo patetica, ma imbarazzante Imbarazzante anche per il telespettatore che ad ogni pixel vedeva riflesso un ometto che stava raccontando bugie su bugie, partorendo slogan su slogan, vomitando stupidaggini su stupidaggini: il telespettatore veniva preso in giro da ogni singolo pixel come cittadino che paga il canone e come cittadino che stipendia Luigi Di Maio. Quest’ultimo non ha mai rinunciato al vitalizio, come ha affermato perché il vitalizio è stato abolito da una legge del PD; non ha mai rinunciato a 300mila euro di stipendo come ha affermato, anzi le spese di rappresentanza del M5S sono aumentate vertiginosamente dal 2013 ad oggi e non ha mai fatto nulla – né nulla farà – di tutto ciò che in delirio egopatico da onnipotenza ha detto ieri sera da Fabio Fazio.

L’intervista è stato l’orgasmo del nulla, la masturbazione mentale di chi pensa di essere ciò che non è e che nel suo delirio onnipotente da incolto rappresentante del popolino che non distingue la realtà dalla finzione, ed è stata la prova – non ce ne sarebbe bisogno, ma in questo paese c’è sempre bisogno di tutto, anche di uno come Di Maio – che al M5S non importa nulla che non sia la vendetta. La presenza di Di Maio da Fazio è stata la vendetta contro Matteo Renzi che è andato comunque a La7 anche da solo (contro 4 giornalisti uno più incazzato dell’altro); Luigino si è scelto invece Rai1, il programma che nella settimana precedente è stato il più visto della rete e l’assenza di contraddittorio. Quando lo faceva Berlusconi era fascismo ora che lo fanno i 5Stelle non si grida nemmeno più allo scandalo perché questa formazione politica, sempre più pericolosa, sempre più inquietante, sempre più oscura, sempre più vuota, va in tv a parlare coi giornalisti ed organizza manfiestazioni che definisce apolitiche contro clan mafiosi dove i suoi iscritti lanciano slogan ed inveiscono contro i giornalisti. E come sempre in questo paese tutti guardano da un’altra parte per poi gridare quando sarà troppo tardi.




 

(13 novembre 2017)

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