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Lorenza Morello e le elezioni americane (parte seconda): o delle Interviste Irriverenti

lorenza-morello-13di Gaiaitalia.com

 

 

 

Toccava farla ‘sta seconda parte dell’Intervista Irriverente a Lorenza Morello sulle elezioni americane. Toccava perché sì e perché del risultato delle elezioni alla Casa Bianca si era parlato (in camera caritatis) e non si era poi andati troppo lontani dal risultato finale. Buona lettura, cari lettori.

 

 

 

Morello, alla fine ha vinto Trump!
Eh, sì, me ne ero accorta…

I suoi parenti americani saranno contenti!
Beh, alla fine, anche se un’elezione di questa portata tocca gli equilibri mondiali, i primi e diretti interessati restano coloro che saranno governati dal nuovo Presidente.

Ma Lei avrebbe votato Hillary…
Come ho già detto, tra i due nessuno era il “mio candidato” ma, certamente, dovendo scegliere avrei votato lei.

Ma che lettura dà lei al ribaltone di questa notte?
Posto che avendo seguito lo scontro in diretta con gli amici dell’Ambasciata americana devo ancora metabolizzare molti degli input che mi sono arrivati mentre assistevano allo spoglio, a mio modo di vedere Hillary sconta due temi più importanti rispetto allo scandalo delle email…

Ovvero?
Beh, il primo è quello di essere la moglie di un ex Presidente, e una buona fetta degli americani non vogliono che la Casa bianca diventi (o torni ad essere) una “questione di famiglia” o “a family matter” come dicono loro. La seconda, e qui si potrebbe dissertare per ore, è che pure la avanzatissima America fa ancora fatica all’idea di votare una presidente donna.

Ma hanno votato un presidente nero?!
Appunto, nella testa di molti di loro è come se risuonasse la voce “Abbiamo già votato un presidente nero, adesso torniamo un po alle cose normali!”

E Trump sarebbe normale?
Trump profuma di barbecue del 4 luglio, di sfilata sulla 5strada… di tutte quelle cose in cui gli americani si possono riconoscere. Poi, nella sua goffaggine, è stato capace di far leva sul binomio “la donna dell’establishment che ci ha rovinato” in confronto a me che sono un “self made man”.

Ma i mercati non hanno reagito così bene…
Contrariamente a quanto leggo o sento dire quotidianamente, io non credo che i mercati siano più governati da questo o quel Presidente, ma da forze diverse.

Le banche?
Nemmeno. A farla da padrone credo sia ormai Mr Google che ci dice cosa temere e cosa no.

Ma quindi Lei cosa crede accadrà?
Con l’88% dei voti scrutinati TRUMP ha già raggiunto voti sufficienti per essere eletto Presidente e avere la maggioranza alla camera e al senato.
Per quanto l’esito elettorale fosse incerto, nessuno si aspettava una vittoria così ampia dei repubblicani e i mercati asiatici hanno risposto alla notizia in modo disordinato, segnando importanti perdite alle chiusure dei listini (-5% in Giappone) . Il dollaro si è indebolito contro l’euro fino a 1,1240 per poi tornare a 1,11 e i prezzi dell’oro sono saliti del 4%, ma i guadagni si stanno riducendo.
Tutti i listini europei hanno aperto con un segno negativo (-3%), ma non paragonabile al giorno post-Brexit. L’indice DAX, che ha aperto a -3% ha in questo momento dimezzato le perdite.
Tuttavia, queste sono reazioni speculative ad un momento di incertezza e di fronte ad un evento inatteso, e mentre Trump, e già mentre Trump stava parlando, i mercati stavano moderando le reazioni negative.
Nei prossimi giorni, parte di questa incertezza inizierà a dissolversi e attorno al nuovo presidente si creerà in modo pragmatico un consenso che sarà probabilmente positivo per gli Usa.

Ma rispetto alla politica estera degli Usa?
E’ più difficile per ora interpretare come cambierà la politica estera degli Americani e come verranno modificate le aspettative d’inflazione secondo i programmi di maggiore spesa pubblica che i repubblicani probabilmente promuoveranno.

Il cambiamento crea sempre instabilità a breve termine, ciò che conta però è l’onda lunga.
Già, l’onda lunga e la pancia breve degli americani.

Esatto.
Hillary alla fine ha sposato la strategia di attaccare Trump per “come considera le donne” , ma c’è una buona parte di americani a cui non importa nulla di tutto ciò e preferisce inseguire un sogno… Anche se forse illusorio.

 

 

 

 

 

(9 novembre 2016)

 

 

 

 

 

 

 

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