di Mila Mercadante twitter@Mila56170236
Ti voglio tanto bene che per il tuo compleanno ti regalerò un attentato….
di Giovanna Di Rosa La confessione di Valter Lavitola, quella che recita "sono io il mandante" dell'attentato a Ranucci e... →
Valter Lavitola ammette: “Sono io il mandante” dell’attentato a Ranucci
“Lavitola ha confermato l'ipotesi accusatoria della procura ammettendo di essere stato il mandante dell'attentato" al conduttore di Report Sigfrido Ranucci "e... →
Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale #disaster2016
— Fabrizio Rondolino (@frondolino) 9 novembre 2016
Per i sondaggisti e la stampa, una prece. Non ne azzeccano una. I primi – se non tentano di indirizzarci travisando più o meno palesemente le previsioni – non possono nulla contro la reticenza degli elettori, che molto spesso mentono riguardo alle loro scelte per una ragione molto semplice: si sentono colpevoli di preferire ciò che viene considerato il peggio. La stampa vede le cose in modo limitato, essendo connessa con le élites e dipendente dalle disposizioni della finanza internazionale. Gli stereotipi in odore di sciovinismo che essa adopera contro questo o quel presunto pericolo non sono più in grado di rafforzare gli argini né di indirizzare l’opinione delle masse. Ripetere “populisti!” o “ignoranti!”, ridicolizzare il “nemico”, personalizzare fino al delirio, sono pratiche che finiscono col diventare incitazioni alla disobbedienza. La vittoria della Brexit e la vittoria di Donald Trump sono l’esempio lampante della limitatezza di un pensiero che tende a proporre e a “santificare” la consuetudine demonizzando ogni genere di rivendicazione e di critica. Se si osserva la vita sociale dal basso ci si accorge che le masse ormai fin troppo maltrattate e disprezzate se ne infischiano della continuità e prediligono il cambiamento alla restaurazione, i diritti all’equilibrio dello spread e dunque scelgono l’incerto per il certo quando quest’ultimo si configura come un accidente. Bisognerebbe rileggersi tutti i titoli dei giornali dell’8 novembre per ridere un po’ e per allibire di fronte alla spaccatura immane che si è andata formando tra le regole generali, gli orientamenti astratti e le esistenze di coloro che vi si oppongono e che rappresentano il fulcro e il cardine del tessuto sociale. L’opposizione all’indirizzo proposto nasce laddove certi princìpi non si curano affatto della salute e del benessere degli individui.
Si è cercato con ogni mezzo di dare credibilità a Hillary Clinton e di raffigurarla come portatrice sana di valori universalmente riconosciuti come alti. Come se gli americani non capissero, come se non fossero stanchi della lunga dirigenza dei democratici e della famiglia Clinton, entrambi prevedibilisimi. Clinton finanziata dall’Arabia Saudita non ha avuto chances. Clinton guerrafondaia ha stufato. Clinton perfettamente inserita nell’amministrazione Obama non è piaciuta. Clinton paladina degli indigenti non è stata credibile: è moglie di un ex presidente al quale si devono il Patriot Act, l’abolizione del welfare e l’abolizione della separazione tra banche d’affari e banche commerciali, tre provvedimenti che con la sicurezza delle minoranze e i problemi economici della ex middle class non vanno proprio d’accordo. Magari un repubblicano autarchico riserverà delle sorprese, non necessariamente negative. E’ presto per giudicare ed è inutile dar peso agli anatemi e alle pessimistiche quanto ipocrite previsioni dei media
(9 novembre 2016)
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