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Torino, la Consigliera Regionale a 5 Stelle e il diverbio con la vigilessa

Stefania Batzelladi Giovanna Di Rosa

 

 

 

 

 

E’ diventata, la notizia, la barzelletta dei torinesi per alcune ore perché pare essere stata condita dei soliti toni italiani alla “Lei non sa chi sono io!” che il cinema ci ha regalato come il marchio di qualità dell’italico egotico cialtronismo. La storia è presto raccontata: la consigliera a 5 Stelle Stefania Batzella, eletta nelle file del Movimento che dell’Etica e della Correttezza ha fatto poco credibile bandiera, avrebbe avuto un diverbio con una vigilessa rea di averla fermata e poi avere scoperto che non era in regola con l’assicurazione dell’auto: 800 euro di multa (500 se pagherà entro 5 giorni) e sequestro dell’auto che recupererà una volta pagata multa e regolare assicurazione, racconta Repubblica.

 

Repubblica racconta pure che Batzella nega tutto: «Non ho preso nessuna multa, sono una persona onesta e non devo rispondere a nessuno di quello che faccio» (…) «Ho subito un’ingiustizia». Ma non spiega quale: «Non devo spiegare ai giornali». E tiene a rimarcare di essere una «cittadina prestata alla politica, che combatte ogni giorno contro le ingiustizie». Non c’è ragione di dubitarne.

 

Raccontano, ma saranno volgari pettegolezzi di popolo, di averle sentito fare riferimento alla sua carica istituzionale di fronte alla vigilessa con il blocchetto dei verbali in mano, pronta a sequestrarle l’auto senza assicurazione, ma come può essere possibile per una Cittadina a 5 Stelle che combatte “i privilegi della Casta” e si guarda bene dall’adottarne “i vizi”?

 

Insomma un’altra bordata della “Casta” nei confronti dei purissimi e santissimi Cittadini a 5 Stelle che dopo Quarto e Livorno e tutto ciò che succede loro, non a causa loro ma per la cattiveria della gente, sono – poveracci – sulla graticola tutti i giorni.

 

Repubblica poi, volgare giornale comunista, ricorda addirittura un incidente della Cittadina Batzella con una polizza vita UnipolSai riservata ai membri di Palazzo Lascaris: il nome della Cittadina venne fuori proprio dall’elenco pubblicato dai 5Stelle per denunciare il privilegio, ma lei non aveva “capito cosa” stesse firmando. Ancora la cattiveria della gente. Succede a tutti i profeti di trovarsi i bastoni tra le ruote. Inevitabile che succeda anche a chi è parte del Movimento che dell’Etica e della Correttezza ha fatto poco credibile bandiera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(14 gennaio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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