di Paolo M. Minciotti
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Undici persone sono state arrestate in Senegal per avere avuto rapporti omosessuali e per avere partecipato alla celebrazione di un matrimonio gay [sic] in una scuola nella città di Kaolack.
La notizia è riportata dal New York Times che cita Associated Press e riferisce di testimonianze di abitanti della località senegalese.
La polizia ha inizialmente arrestato 20 persone, ma soltanto undici rimangono in carcere in attesa di giudizio. Ora, fermo restando che la notizia potrebbe anche essere vera (un giornalista gay è stato incarcerato e condannato sei mesi fa, altri sette giovani sono agli arresti con l’accusa di omosessualità), fermo restando che la campagna anti-gay in Senegal sta assumendo toni drammaticamente tragici, ci chiediamo come cittadini perfettamente al corrente che l’omosessualità è proibita, punita con cinque anni di prigione e fino a 2mila e 500 dollari di multa, che in Senegal sono una fortuna, possano essere così stupidi da inscenare un “matrimonio gay” [sic] in una scuola pubblica.
Ci sembra molto più plausibile che la stampa locale abbia montato la notizia per giustificare l’arresto gratuito, probabilmente senza prove, e altrettanto probabilmente provocato dai pettegolezzi dei vicini, di una ventina di uomini della cui sessualità poco si conosce.
(29 dicembre 2015)
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