Ciò che stupisce non è tanto il dibattito attorno alle disgraziate decisioni di Alfano, capirete se possiamo permetterci di discutere delle forniture di petrolio proveniente dal Kazakistan al nostro paese, è l’impossibilità di volerne le dimissioni senza vedere all’orizzonte le sagome inquietanti di Brunetta o Schifani vicepresidenti del Consiglio o al Ministero degli Interni.
Non indicano uno straccio di programma di sviluppo per l’Italia, si insultano e si indignano. Ma che politica è?
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Il dibattito politico poi naturalmente si amplifica e si fa un po’ più perverso: se Renzi grida alle dimissioni, Letta si incazza perché lo ritiene un attacco alla di lui persona e non alle sue smisurate ambizioni personali. E quindi Renzi vuol fare saltare Alfano, per far saltare Letta e andare ad elezioni anticipate (la lettura della e-news di Renzi uscita ieri è assai chiarisce alcuni punti in proposito).
La poltrona di Primo Ministro, fa un brutto effetto. Chi la possiede si sente eterno. E’ successo a Craxi, a Berlusconi, sta succedendo a Letta, succederà anche a Renzi nel caso arrivi a posarci sopra le fiorentine chiappe. Ma l’eternità non esiste se non nel nostro cervello.
Come dimostrano le azioni svergognate di coloro che sono là per governare e non per fare scemenze giustificandole come nemmeno un bambino farebbe, la vita finisce in vita. Spesso mentre ancora si respira.
Corrado (PD) sull’indagine sul Ponte sullo Stretto: “Rischi di un’opera gestita con la logica della propaganda”
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