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“Il Venezuela ha perso la sua sovranità a favore dei Castro”, intervista alle portavoce del partito dell’oppositore Capriles in Italia

Henrique Caprilesdi Maximiliano Calvo

La dissidenza venezuelana, molto attiva all’estero come in patria, tanto in Italia come in USA, soprattutto nella città di Miami, sta affrontando l’illegittimità dell’elezione del presidente Maduro, vincitore con denunciate irregolarità che il suo oppositore Henrique Capriles ha apertamente denunciato in differenti occasioni.

Roma ha ospitato nei giorni scorsi una manifestazione formata da uno sparuto ed agguerrito gruppo di venezuelani che gridavano la loro opposizione nei confronti della situazione politica del paese, che va aggravandosi di pari passo con quella sociale.

In quella sede abbiamo incontrato Miriam Natale e Reneé Quintero, due sorridenti donne venezuelane, appartenenti al Comando Simón Bolivar Roma, comitato elettorale all’estero di Henrique Capriles.

Le abbiamo intervistate, di seguito le loro interessanti rispose alle nostre domande.

 

L’intervista:

Nicolas Maduro

 

Nicolas Maduro, erede designato del Chavismo da parte dello scomparso dittatore, avrebbe vinto le elezioni con frode. Che prove certe ci sono?

Né Henrique Capriles, në la “Mesa de la Unidad Democrática”, MUD, hanno parlato di frode. Dall’inizio si è detto e si è fatto sapere al “Consejo Nacional Electoral”, CNE, che non si sarebbe riconosciuta la vittoria di Maduro in base a una differenza di meno di 300000 voti, finché non fosse effettuato un riconteggio dei voti e un verifica del processo elettorale nel corso della quale si revisionino i registri elettorali, gli atti elettorali, il numero di impronte digitali verificate, il numero di voti espressi e i rapporti sugli incidenti dato che
c’erano informazioni su oltre 3000 irregolarità accadute nelle sezioni elettorali. Di dette sezioni in 377 i rappresentanti di lista di Capriles sono stati allontanati contro la loro volontà; 300 seggi nei quali Maduro ha ottenuto dal 95% al 100% dei consensi; 1176 voti dove Maduro ha ottenuto molti più voti di quelli ottenuti da Chavez, 1000 centri con una forte presenza di voto assistito e infine 535 macchine elettorali danneggiate appartenenti a questi centri disincentivando il voto. Senza contare 860 centri dove si sono
verificati atti di violenza per la presenza di motociclisti aderenti al PSUV; la prepotenza di funzionari pubblici governativi nel continuare a fare propaganda elettorale all’interno delle sezioni elettorali e più di 1000 sezioni con gazebos del partito di governo collocati all’ingresso delle sezioni. Il CNE ha deciso per una verifica incompleta senza i gradi tecnici che Capriles esigeva e
come previsto ha ratificato la vittoria di Maduro. Prima ancora che il CNE rendesse pubblici i risultati di detta farsa, Capriles aveva già introdotto presso il Tribunale Supremo di Giustizia, TSJ, un ricorso di impugnazione del processo elettorale al quale ancora non è stata data risposta.

Com’è in questa momento la situazione politica in Venezuela? E quella sociale?

Il Venezuela si trova in uno stato di inquietudine generalizzata in quanto aleggia nell’aria il difetto di legittimità di Maduro. A ciò ha contribuito un atteggiamento violento da parte del governo, dei dirigenti e dei militanti del partito di governo che agiscono in violazione dei diritti umani. Prova di ciò è la caccia alle streghe scatenata contro gli impiegati pubblici e i beneficiari delle missioni sociali del governo nel tentativo di scoprire coloro che non
avevano votato per Maduro, la negazione del diritto di parola nell’assemblea nazionale ai deputati dell’opposizione che non facevano atto pubblico di riconoscimento di Maduro come presidente, che ha portato successivamente alla vergognosa aggressione fisica perpetrata nei loro confronti, come visibile nei reportage trasmessi da tutte le televisioni del mondo. A tutto questo va aggiunto il malcontento della popolazione per un’inflazione galoppante
che si è incrementata del 6% nel solo mese di Maggio a seguito di una svalutazione monetaria del 46% che ha determinato non solo l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità ma anche la loro scarsità sul mercato; L’insicurezza personale e le continue sospensioni della fornitura di acqua ed energia elettrica per mancanza di investimenti completano il quadro.

Risponde a verità che Nicolas Maduro sarebbe sotto tutela delle autorità cubane? E’ vero che funzionari cubani lavorano all’interno delle istituzioni venezuelane?

Il defunto presidente Chávez ha siglato con Cuba un patto di ferro. Un’alleanza politicostrategica per instaurare e consolidare in Venezuela, paese ricco di risorse a differenza di Cuba, il fallimentare e fallito progetto comunista. Esperimento che ha compromesso il futuro del paese, finora mascherato dalle cospicue entrate generate dalla enorme ricchezza petrolifera. Imbarcato in questa alleanza con Cuba, come da accordi di collaborazione e per coprire
l’enorme sostegno fornito, si è dato inizio all’incorporazione di medici cubani nella missione sociale chiamata “Barrio Adentro” medici assunti per il primo soccorso nei “barrios” delle città del Venezuela e, successivamente, si è proceduto all’incorporazione di medici specialisti, in disprezzo della professionalità dei medici venezuelani e in contrasto con la legge sul esercizio de l ‘professione medica. Successivamente sono stati incorporati cubani come allenatori sportivi. Con tutte l’eccezioni e le critiche che si posano fare a
questi apporti in materia di salute e di sport non è questo l’aspetto più nefasto della presenza cubana. Più preoccupanti sono stati gli accordi in materia notarile y di registro, servizi anagrafici e la presenza di consiglieri nelle forze armate. L’ anello di sicurezza che circondava il presidente Chávez era costituito da cubani, il che fa pensare a una forte presenza del “G” in materia di intelligence e di polizia.

Henrique Capriles ha denunciato le frodi elettorali alle autorità internazionali, c’è stata risposta?

Prima di tutto già abbiamo spiegato che non si tratta di frode come tale ma di irregolarità riscontrate e documentate nei seggi elettorali grazie all’abuso di potere e delle enormi risorse con le quale conta il partito di governo. Si è sollecitato la verifica completa del processo negata dal CNE e quindi si è proceduto a impugnare il processo presso il TSJ. Capriles ha dichiarato che il risultato de la pronuncia del TSJ sul suo ricorso d’impugnazione è prevedibile e che ricorrerà a istanze internazionali pero ancora non è stata effettuata nessuna azione concreta al riguardo.

Come si può accettare la presenza di autorità straniere in uno stato sovrano come Maduro sta facendo con i cubani ?

Semplice, Venezuela non è sovrana o per lo meno ha una sovranità in compartecipazione con Cuba. La presenza cubana è prodotto della continuità della politica chavista. Per il chavismo Venezuela e Cuba sono due fratelli affratellati, sono quasi la stessa cosa come affermato in diverse opportunità da esponenti del governo e delle forze armate e la presenza della bandiera cubana affianco della bandiera venezuelana e l’uso pubblico dell’inno nazionale cubano lo rende eloquente. E’ necessario precisare che i venezuelani non lo accettano. Di fatto in tutti i sondaggi d’opinione si evidenza sempre che perfino gli elettori chavisti esprimono la loro contrarietà all’ingerenza cubana.

Ci sono accordi riservati fra chavisti e castristi?

Si può credere che in uno stato okkupato con “K” e controllato da un partito politico come è il caso del Venezuela si possa sapere a scienza certa fin dove possa arrivare questa alleanza strategica con Cuba e i Castro? Si presume che sia l’instaurazione di un regime comunista senza cadere negli errori nei quali è caduto Fidel di dichiarare apertamente il suo progetto. A Chávez senza dubbio è convenuto di più mantenersi in questo stato di pseudo democrazia grazie al proselitismo e all’ appoggio di settori popolari soddisfatti delle missioni sociali che garantivano un reddito familiare senza la il bisogno di lavorare. Ora che sono emersi gli stessi problemi strutturali che hanno portato Chávez al potere e che lui, al contrario di quello che pensano in molti, soprattutto all’estero, non ha risolto, la situazione che affronta Maduro è diversa d’allora e da li i l risultato delle elezioni con il margine risicato di 225 mila voti fra i due candidati.

venezuela opositoresCome si prepara il futuro in Venezuela?

Maduro al potere e la continuità della rivoluzione chavista fanno pensare a un futuro nero per il Venezuela. Un paese dove è stato distrutto l’apparato produttivo, un paese che è regredito a una economia quasi esclusivamente di porto con un aumento della dipendenza dall’importazione dei beni di prima necessità, la caduta della produzione petrolifera, il peso dell’ indebitamento pubblico con il pronunciamento di ieri di Standard & Poor’s che ha declassato il debito da “B+” a “B”.

L’Italia aiuta gli oppositori del regime venezuelano dal punto di vista politico?

La MUD in Venezuela subito dopo le elezioni ha emesso un comunicato dove ha fatto un urgente appello alla solidarietà internazionale di fronte alla grave crisi che attraversa il Venezuela. Quindi, non solo dall’Italia, ma da tutta la comunità internazionale ci si aspetta che stiano allerta sulla situazione in Venezuela ed esercitare pressioni presso le istituzioni tali da poter scongiurare un grave vulnus alla nostra democrazia.

Il quotidiano di lingua spagnola di Miami “El Nuevo Herald” parlava nei giorni scorsi di frequenti sconti tra chavisti ed oppositori, la notizia è vera?

Subito dopo le elezioni ci sono state manifestazioni di protesta dappertutto con un bilancio di diversi morti e feriti, e 194 giovani, tra i quali anche dei minorenni, sono stati arrestati arbitrariamente, aggrediti e/o torturati dai corpi di sicurezza dello Stato e da esponenti della milizia. Tale fatto è stato denunciato alla Corte Penale Internazionale dagli avvocati del “Foro Penal Venezolano”, ONG che si occupa di assistenza alle vittime di violazioni di diritti umani.

 

 

 

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