Insomma, s’è dimesso: punto. Gesto straordinario, la chiesa non sarà più la stessa (sic), un papa europeo, africano, sudamericano, bianco, nero o asiatico, insomma, s’è dimesso: punto.
Non indicano uno straccio di programma di sviluppo per l’Italia, si insultano e si indignano. Ma che politica è?
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Francamente, non mi sembra proprio che Ratzinger sia in buonissima salute, non per fare la dietrologa che non ho i mezzi, ma potrebbe anche darsi che fosse malato. Adesso ci aspettano alcune settimane di filosofare mediatico sulle ragioni per cui il papa si è dimesso, sui possibili papabili, sulle nuove strategie della chiesa (che son sempre le stesse, due ave, due pater e un gloria e amministriamo il potere), che non ci bastava un campagna elettorale, adesso ce n’abbiam due, che la sfiga è puntualissima.
Perché alla fine cosa è poi successo, che un capo di stato si è dimesso. Punto.
Corrado (PD) sull’indagine sul Ponte sullo Stretto: “Rischi di un’opera gestita con la logica della propaganda”
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