di Samuele Vegna
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“Contraddistinte da analoghi ideali democratici, Milano e Tel Aviv aspirano a migliorare le proprie condizioni di vita e di crescita civile. Per questo motivo le due Amministrazioni comunali hanno ritenuto di stipulare un Patto di Gemellaggio che sia l’espressione di una forte volontà e di una leale aspirazione a sostenere lo spirito di pace e di fratellanza tra tutti i cittadini del mondo. Scopo di questo Gemellaggio è sviluppare, oltre ai rapporti tra le due città, anche una collaborazione nei settori urbanistico, economico-commerciale, culturale, accademico, turistico e sportivo.
Il Patto di Gemellaggio è stato ratificato il 3 maggio 1994″.
Questo si legge sul sito del comune di Milano.
“Distortə”, o di come la libera espressione diventa veicolo di odio e illiberalismo….
Leggi l'articolo →E’ mia opinione personale che il gemellaggio non andava fatto già nel 1994 visto che il genocidio era già in atto da decenni. Detto ciò, credo che se abbiamo a che fare con un forte dissenso interno alla maggioranza del consiglio comunale, delle due, una: o si dimettono i consiglieri e le consigliere che non sono d’accordo col Sindaco, senza tirarla troppo per le lunghe con discorsetti e piagnistei, ergo si dimette anche il sindaco Sala e si va ad elezioni, o si revoca il gemellaggio, che sarebbe il minimo sindacale in un Paese che ha ben pochi segnali di sinistra.
Ma pensare che in consiglio comunale a Milano ci sia qualcuno di sinistra è al limite del comico, soprattutto dopo la scomparsa di Carlo Monguzzi. In ogni caso, quello che credo è che non ci saranno dimissioni e nessun gemellaggio sarà revocato, perché non c’è il concetto “prima l’idea poi la poltrona”, ma trionfa il prima la poltrona e poi il divano.
(21 aprile 2026)
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