Quattro medici coinvolti nella morte di Andrea Purgatori – il radiologo Gianfranco Gualdi, il suo collaboratore Claudio Di Biasi, la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo (tutti operanti presso la clinica romana Pio XI) e il cardiologo Guido Laudani – sono stati formalmente rinviati a giudizio dal Gup di Roma, il processo inizierà il prossimo 3 novembre. I fatti sono noti. Secondo l’accusa la morte del giornalista Andrea Purgatori, scomparso il 19 luglio 2023 all’età di 70 anni, per una serie di inquietanti errori a partire da una falsa diagnosi di diffuse metastasi cerebrali per le quali era stato sottoposto a una pesante radioterapia d’urgenza, quando l’autopsia dimostrò che Purgatori non soffriva di alcuna metastasi cerebrale, ma di un’infezione batterica nota come endocardite infettiva mai diagnosticata. Per l’accusa c’erano segni clinici evidenti dell’infezione cardiaca in corso.
I difensori dei medici sostengono la correttezza del proprio operato e la complessità del quadro clinico originario, elementi che saranno al centro del dibattimento processuale la cui prima udienza è fissata per il 12 gennaio 2027.
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I figli Edoardo, Ludovico e Victoria Purgatori hanno manifestato “pieno favore per la decisione del giudice di mandare a processo tutti e quattro i medici imputati e di aver autorizzato la citazione delle cliniche private come responsabili civili” e sottolineano come il provvedimento “convalidi la loro ferma e originaria convinzione, ovvero che nella gestione della salute del padre siano stati commessi gravi errori sanitari a diversi livelli e da parte di medici illustri”.
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(5 giugno 2026)
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