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“Sono tutti ai nostri piedi. Ora comandiano noi”. Ecco Donald Trump l’onnipotente

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di Giancarlo Grassi

E così Trump ha ottenuto quello che voleva, secondo lui. Dimostrarsi onnipotente e vero e granitico comandante in capo che si permette di ricattare mezzo mondo con dazi ingiustificati e ridicoli (ha applicato dazi persino a un’isola abitata solo da pinguini) per potere gridare al popolo che l’ha osannato fino a ieri che “tutti sono ai nostri piedi”. Che grande statista l’uomo che vuole scendere a patti con Putin e prendersi la Groenlandia (che è territorio dell’Unione europea); quello che doveva far finire le guerre in 48 ore e non si è mai bombardato tanto; quello che doveva fare miracoli e ha fatto disastri (i cui risultati vedremo entro breve).

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Ma la storia parte dalle uova: dopo avere fatto la questua delle uova per mezzo mondo – e tutti gli hanno risposto picche, Veneto compreso – uova che sono alla base dell’alimentazione degli americani e che oggi, a causa dell’influenza aviaria che ha decimato il pollame statunitense (e Trump distrugge la sanità mettendo un incompetente a capo del dicastero competente) costano un occhio e una gamba, il presidente che si sente eterno, ma è anziano come l’altro che prende, non ha risolto il problema delle uova , non ha risolto la guerra in 48 ore, non ha fatto niente contro Putin e Netanyahu, anzi ha fatto qualcosa per loro.

Scrive Politico che la seconda luna di miele con gli americani dell’anziano presidente USA potrebbe essere già finita citando proprio il delirante diktat sui dazi messo in scena nella serata italiana del 2 aprile – mentre il vero politico della Casa Bianca, JD Vance tesse la sua tela messianico-conservatrice-imperialista. Secondo il sito non sarebbero soltanto le proteste sui dazi messe in atto dagli altri paesi ma anche i primi segni della frustrazione dei Repubblicani dopo una serie di decisioni presidenziali che non hanno coinvolto né il partito né il Congresso. Pesa anche l’ingombrante presenza di Elon Musk, personaggio indigeribile per gran parte dell’establishment repubblicano, oltre alla pressione della popolazione che si rende conto di cosa significherà per chi ha bisogno di un auto doverla pagare 1000 o 2000 dollari in più.

E’ il prezzo che si paga a dare il voto, legittimamente, a chi promette miracoli quasi fosse dio e comincia prima a distruggere diritti e poi a fare quello che vuole, dimenticandosi le promesse della campagna elettorale.

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(4 aprile 2025)

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