di Marco Biondi

Tra qualche giorno conosceremo l’esito dei ballottaggi delle ultime amministrative. Se, come penso, ci sarà un sostanziale equilibrio e le due coalizioni si terranno più o meno lo stesso numero di comuni che già avevano, se ne parlerà poco. Se invece qualcuno prevarrà sull’altro, “l’altro” ci racconterà che le amministrative non hanno valore politico. E avremo chiuso li. Io vorrei commentare invece qualche notizia “minuta” degli ultimi giorni.
Appena si sente profumo di una possibile vittoria, qualcuno del campo largo, tanto largo che quasi non si vede, provvede a spolverare la bottiglia di Tafazzi e inizia a picchiare forte.
Il 30 maggio, Elly Schlein, se ne esce con una dichiarazione a favore della Patrimoniale. Poche ora dopo Forza Italia replica “con noi al Governo, mai”. Così, ancora una volta, il PD passa per il partito delle tasse, quando invece le tasse ha sempre cercato di abbassarle mentre, il Governo attuale di centro destra, così come hanno fatto, regolarmente, quelli che l’hanno preceduto, ha alzato la pressione fiscale del 2%.
A parte il fatto che è, a mio parere, concettualmente sbagliato parlare di “patrimoniale”, perché non ha senso tassare un patrimonio che, magari, non produce redditi – sarebbe più appropriato applicare una percentuale di prelievo più alta per redditi “giganteschi” – ma che senso ha, adesso, uscirsene con una dichiarazione che porge il fianco a delle critiche? Perché, porca paletta, lo fanno sempre?
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Andiamo oltre, e commentiamo quest’altra bella notizia: a Codogno (bassa padana), il Pd prende posizione e dichiara “No al concerto di Enrico Ruggeri: ha posizioni no-vax”. Il sindaco risponde: “Non è un dibattito, ma uno spettacolo“. Così, mentre il centro destra continua a darci prove di “selettività” nella cultura e si espone a critiche feroci, qualche illuminato del PD subito offre il fianco e dimostra di non essere diverso. Ma perché, porca paletta! (e due).
Gli ultimi sondaggi continuano a dare il partito di Vannacci in ascesa. Manca poco al 5%. Questa percentuale è “tanta roba” e, di fatto, spezza l’asse della coalizione. Senza i voti di Vannacci, farebbero molta fatica a vincere. E il sostegno di Vannacci, come già avevo detto in passato, non possono accettarlo i moderati della coalizione. Basta leggere le dichiarazioni di Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, del 2 Giugno: “Il veto di Forza Italia su Vannacci: “Non siamo un’accozzaglia”. Quindi, si spalanca una porta enorme in vista delle prossime votazioni politiche, e il PD, centro di riferimento della famosa possibile coalizione definita “campo largo”, non riesce ad azzeccare una dichiarazione che sia una.
Invece di lavorare in silenzio per preparare un programma di Governo veramente progressista, orientato al miglioramento della vita delle persone, con misure serie e concrete che possano ridare fiducia ad una popolazione che vede, giorno dopo giorno, indebolirsi il proprio potere di acquisto, i propri diritti, l’assistenza sanitaria, la propria sicurezza, il PD non perde occasione per ricordare che, forse, non rappresentano una vera alternativa. La destra si troverà in difficoltà perché avrà dimostrato di non aver rispettato nulla delle promesse elettorali fatte cinque anni fa, e dovrà confrontarsi con una percentuale non irrisoria (il dieci per cento dei propri elettori) che si posiziona già da adesso all’opposizione.
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Hanno la porta spalancata, dovrebbero solo spingere la palla in rete. Ma sembra che stiano facendo di tutto per tirarla fuori se non, addirittura, di passarla alla destra.
Ma porca paletta (e tre), ma come si fa?
Ultima considerazione, ottimistica. Un sondaggio Demos in collaborazione con l’Università di Urbino, rivela che il nostro Presidente della Repubblica gode di un grande gradimento, trasversale sia tra i partiti che nelle varie fasce di età. È molto apprezzato anche dai giovani. Invece di accoltellarsi in una guerra fratricida per le primarie, trovate una figura di altissimo profilo, che vada oltre lo schieramento politico, e la vittoria non dovrebbe sfuggire. Ma se la sfida dovesse essere tra Schlein e Conte, la vedo grigia. Molto grigia.
(3 giugno 2026)
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