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Il polverone Fanpage per tentare di oscurare dove si annidano davvero antisemitismo e nostalgie: a sinistra

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di Claudio Desirò

L’inchiesta di FanPage, parventemente uno scoop-non-scoop giornalistico sulla presenza di antisemiti interni ai movimenti giovanili di destra, ha avuto un grande risalto ed ha portato ad un grande risultato: cercare di nascondere, con un polverone mediatico, dove realmente l’antisemitismo alberga e nemmeno viene nascosto, cioè a sinistra.

Dal 7 ottobre scorso, i movimenti di giovani e meno giovani che quotidianamente manifestano e imbrattano le città, utilizzando slogan dichiaratamente antisemiti, sono vicini, se non aderenti, alla sinistra. Dal giorno del Pogrom dello scorso ottobre, i movimenti giovanili che hanno occupato scuole e sedi universitarie, con lo slogan “Palestina libera dal Giordano al Mediterraneo”, augurandosi di fatto la scomparsa dello Stato di Israele, sono vicini, se non organici, alla sinistra. Dal giorno dell’infame attacco terroristico di Hamas, perpetrato nei confronti di civili Israeliani, gli esponenti istituzionali, dai Consiglieri Comunali ai Parlamentari, che si sono distinti in negativo per un sostegno malcelato al terrorismo islamico, sono di sinistra.

Non si contano i tentativi e gli appelli al boicottaggio di Israele, dei suoi Atenei, delle sue imprese, non da ultimo l’appello di alcuni soci Coop: anche in questo caso, l’area politica di appartenenza non è un segreto ed è sempre la stessa, cioè la sinistra.

Il pacifintismo, già emerso contro l’Ucraina ed inseguito dallo stesso PD, che si è astenuto nelle votazioni sugli aiuti militari a Kiev, e che si è riproposto dopo gli attacchi contro gli Ebrei, è in stragrande maggioranza di sinistra.

I gruppi che lo scorso 25 aprile hanno aggredito, non solo verbalmente, la Brigata Ebraica e la Comunità Ebraica sono dichiaratamente di sinistra. Ma l’antisemitismo di sinistra, molto più numeroso e pericoloso, in quanto istituzionalizzato, sembra non venire considerato o visto, in casa propria, dalla stessa sinistra.

Quella stessa sinistra radicale e populista che coccola, segue ed insegue l’antisemitismo strisciante della propria base e di gran parte della propria classe dirigente, cercando di additare altrove il problema.

Problema, al contrario, affrontato e preso di petto in Fratelli d’Italia dalla stessa Giorgia Meloni, che fin da subito ha censurato e messo alla porta personaggi imbarazzanti, che si sono distinti per parole ed azioni censurabili. E censurate.

La Presidente del Consiglio è stata chiara e nella sua lettera ai dirigenti del partito ha scritto, testualmente “non c’è spazio, in Fratelli d’Italia, per posizioni razziste o antisemite, come non c’è spazio per i nostalgici dei totalitarismi del ‘900”, parole nette, che dall’altro lato della barricata non vengono mai pronunciate. Una presa di posizione che non lascia dubbi, se non in quei soggetti in malafede, o che vivono in un mondo perennemente preda della distopia e che, in assenza di altri contenuti, continuano a sventolare spauracchi, non realizzando che quei fantasmi vivono, invece, in casa propria. Parole che sarebbe stato bello poter ascoltare dai pasdaran della democrazia, censure e prese di distanza che avrebbero potuto pronunciare, anzi avrebbero dovuto pronunciare, anche i leader del centrosinistra, Elly Schlein in testa. Ma non l’hanno fatto, nemmeno davanti a scene emblematiche.

Insomma, l’antisemitismo e la nostalgia per le ideologie novecentesche sono un problema vero ma, mentre Fratelli d’Italia lo combatte con le parole ed i fatti, a sinistra i leader, e non solo, ci vanno a nozze. Ed il non vedere o il non realizzare tutto questo, non si può che descrivere come imbecillità o complicità. Di tutti a sinistra, nessuno escluso.

 

 

(4 luglio 2024)

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