Certo, ci vuol coraggio. Ma lui ne ha avuto. Ne ha avuto così tanto che ha addirittura giocherellato sull’idea del dove metto il coso di fronte all’accusa di violenza sessuale mossa al figlio , ma lui è un giocherellone, persino quando si travestiva da politico, mettendo su un movimento di improvvisati che tutta l’Italia se li ricorda, fingendo di parlare sul serio quando parlava di scatolette di tonno e di aprirle… Sapeva benissimo, perché è un uomo intelligente, che una volta aperta la scatoletta nessuno getta il tonno nella spazzatura, se lo mangia. E se può se ne compra un’altra.
Così eccolo oggi di nuovo all’attacco di Conte e del M5s che “ha perso la sua identità”, soprattutto ha perso la sua “diversità”. Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco, è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l’inferno, con tanto di pedaggio”, scrive sul suo blog.
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E sembra proprio che non si accorga di parlare di se stesso, dimenticandosi di quello che gli pare, naturalmente, perché mica può ricordare agli Italiani la totale e assoluta impreparazione del peggior movimento popul-nullista della storia d’Italia, così attaccato alle poltrone che gli facevano schifo quando ci sedevano altri, con eletti che nemmeno sapevano dove si trovavano, né i perché e i percome. C’erano gli urlatori d’assalto, c’erano quelli che mostravano i muscoletti dai balconi per avere abolito la povertà (e si nota, qualcuno lo dica a Grillo); c’erano quelle che entravano sdegnate in Parlamento senza salutare nessuno perché noi con voi non abbiamo nulla a che fare e stanno ancora lì, dentro la carriera politica della casta che odiavano, a fare quel pochino che sanno fare.
E la responsabilità di avere regalato l’Italia a certo cialtronismo di cui non si sentiva il bisogno non è come dice l’ex Elevato, di quel gruppo che si è montato la testa, è di tal Beppe Grillo che su quelle poltrone ce li ha fatti sedere.
Ma oggi è un grillo amareggiato, già grillo parlante, quello che parla dal Blog del Grillo e pontifica, perché altro non sa fare, giudica e punta il dito. “Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse”, dice intristito da un mondo brutto sporco e cattivo, mentre la risposta vera sta lì dietro l’angolo: le risponde alle “domande che sono rimaste”, non erano quelle del M5s di allora, perché quel movimento era vuoto e risposte non era in grado di darne. Se non alleandosi prima con Salvini e poi con l’odiato, un tempo, PD. Tocca poi ricordare l’esilarante, e per questo indimenticabile, momento politico in cui Grillo definì Mario Draghi un grillino, pensando forse di fargli un complimento. E oggi taccia di superbia gli altri.
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Ma l’Uomo ha comunque pronte altre domande, dopo i miracoli del “distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro”, e questa volta riguardano “la sicurezza e la salute, l’equità, la partecipazione e l’identità”. Servono risposte chiare, dice, “e che guardino oltre il prossimo sondaggio”. Forse si riferisce alle stesse risposte chiare che portarono il M5s di Grillo a dire NO alla Legge sulle Unioni Civili a pochi minuti dal voto finale. Doveva essere un colpo di teatro. Fu invece un colpo basso.
Poi lo scrivano genovese sovviene il colpo di genio sulla tecnologia che “potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini e un controllo sulle decisioni, più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni” che è quello che ha fatto lui constringendo il 32% di italiani a firmare una cambiale in bianco con gli eletti a 5stelle contro la Casta. Suona come un autocritica? Ebbene non la è. Grillo scrive sul blog per uscire dall’irrilevanza politica in cui i suoi errori, non Conte, i suoi errori, l’hanno relegato.
Perché si era inventato un bel gioco, ma lo aveva fatto per “occuparsi di se stesso”.
E oggi continua a porsi le stesse domande che il suo movimento popul-nullista non è riuscito a risolvere. E oggi il M5s di Conte è, fortunatamente, un’altra cosa. E almeno un bagno di realtà lo ha fatto.
(29 luglio 2026)
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