Mozione di sfiducia contro Santanchè, respinta; mozione di sfiducia contro Salvini, respinta; Conte infuriato, ma ha la memoria corta: la sua Appendino è condannata in via definitiva, per i fatti di Piazza San Carlo, ma sta dove sta. Augustissima Montaruli continua a stare più o meno dove stava nonostante la condanna in via definitiva per peculato, per amore di verità va detto che si è dimessa da un incarico ed è rientrata ad un altro e va in televisione a parlare di rispettare le istituzioni. Ci vuole coraggio.
L’Onorevolissima Schlein non riesce a tenere sotto controllo nemmeno i suoi a partire dal casino in Puglia tra Emiliano, il sindaco Decaro – che non dice una parola su 120 procedimenti di ispezione degli Interni su 130 e diventa capopolo-agitatore quando tocca al suo Comune – per arrivare all’ultimo capolavoro del voto per 50 euro in Puglia con dimissioni dal Consiglio regionale pugliese e anche dal PD della consigliera che potrebbe essere implicata. La reazione della segretaria è afona. Mica si stupisce.
L’elenco si esaurisce qui, nonostante potrebbe essere infinito. O quasi. Quello che è certo è che se invece di gridare come oche giulive rinnovassero dalla base le loro compagini politiche e le loro regole interne avremmo, forse, una politica meno boccalona e certamente più onesta. Con tutto il rispetto.
(4 aprile 2024)
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