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Il disastro dell’accordo Meloni con Tunisi (6mila profughi a Lampedusa) e il delicato Salvini: “E’ una guerra”

Ed è un’altra illusione che se ne va? Ricordate il miracolistico viaggio di Giorgia Meloni in Tunisia, la cui sola presenza era valsa un accordo storico che avrebbe messo fine allo sbarco dei migranti [sic] a partire più o meno dal giorno successivo? Fallito anche quello. Come sono fallite tutte le altre panzane alle quali il 26,6% del 66,4% degli elettori ha creduto nel settembre del 2022. E volete sapere da dove partono i barchini stracarichi di migranti? Da Sfax che sta in Tunisia.

Ecco celebrata la perizia da statista di Meloni della quale rimarrà un unico ricordo certo: non ha fatto nulla di ciò che ha promesso, degna erede dell’augusto fondatore della coalizione che dal 1994 dice una cosa, promette miracoli e non li fa. Se non a casa propria.

Salvini, il cui garbato eloquio è noto, soprattutto quando deve effettuare un soprasso a destra, è lapidario. “Questa è una guerra”. E così alle destre non resta che mandare in televisione i direttori dei loro giornali che hanno pelo sullo stomaco da vendere se il direttore di Libero riesce a dire: “Se non voteranno Meloni, voteranno Lega” (a Tagadà del 13 settembre in risposta a precisa domanda di Tiziana Panella, casomai si spostassero verso un altro partito) o si inventano inesistenti percentuali per distinguere tra migranti economici e migranti che fuggono da guerre (sempre a Tagadà, deputato fratello d’Italia – l’Italia è sì mesta – in modalità difesa d’ufficio).

I dati sono drammaticiseimila migranti stipati nella gabbia d’accoglienza di Lampedusa che era stata progettata per accogliere un massimo di 200 persone, in un ammassamento umano che sta creando problemi straordinari all’isola. Soluzioni dal governo? Per ora le cariche delle forze dell’Ordine che risolvono molte cose: prima tra tutte la fame.

Per tagliare la testa al toro e chiudere la bocca alle giustificazioni future il flop di Meloni e Salvini sui migranti è sotto gli occhi di tutti: dalla firma del patto [sic] di Tunisi sono arrivati in Italia 31mila migranti – negli ultimi giorni la quasi totalità dei barchini (112 nella sola giornata del 13 settembre) che arrivano direttamente a Lampedusa, mentre Piantedosi ferma le Ong a suon di multe e sanzioni, arrivano da Sfax – e potrebbero essere altrettanti da qui alla fine dell’estate. Sulla questione l’immobilità del governo è pressoché totale: Meloni non sa che pesci prendere, non ha i mezzi politici per fermare i migranti, non ha quelli economici per risollevare il paese, non ha nulla che non sia la sua propaganda monocolore dalle reti Rai pagata dal canone degli Italiani, con la buona spalla di Mediaset, e una lotta intestina che fa a pezzi la narrativa sulla granitica unità di questa destra di politica improvvisata.

Nel frattempo nei supermercati e sui beni di largo consumo è in atto una speculazione spudorata senza che il Governo Meloni muova un dito. E va ancora bene, almeno fino a quando lo spread se ne starà tranquillo.

 

 

(14 settembre 2023)

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