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Decreto Caivano. Guarda guarda della stretta sull’accesso ai siti porno non c’è traccia

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di Giovanna Di Rosa

Inasprite le misure contro i minorenni che delinquono all’insegna del non si piantano bandierine nemmeno qui, e del qui comando io perché sono la presidente del Consiglio. Dunque delle variegate e strombazzate misure salviniane ad uso Europee 2024 non c’è quasi più traccia e il decreto del melius abundare quam deficere nasce castrato, ops, monco proprio di gran parte delle misure del leader leghista ad uso popolo leghista per il sorpasso a destra – che non c’è e non ci sarà.

Dunque ecco approvato il decreto contro la criminalità giovanile. Molta repressione, educazione poca, e al punto primo molta più facilità per i minori di finire in carcere. Se sia la cosa giusta, non lo possiamo dire. Certamente la galera non può essere l’unica soluzione possibile, ma avremo tempo per parlarne.

Si abbassa da 9 a 6 anni la soglia della pena che consente di applicare la misura della custodia cautelare, ma non c’è l’abbassamento dell’età per l’imputabilità dei minorenni “Sarebbe stato contrario alla razionalità e all’etica”, sono le parole del Guardasigilli Carlo Nordio: “Sono stati previsti criteri preventivi di ammonimento che non hanno a che fare con l’irrogazione della pena”. Il governo è però intervenuto “nei confronti dei genitori e di chi esercita la potestà. Perché la fonte della delinquenza risiede molto spesso nella scarsità di senso civico delle famiglie” reato di dispersione assoluta che era prima punito “con una sanzione platonica, noi l’abbiamo elevato al rango di delitto, con con la pena della reclusione fino a 2 anni. Crediamo che così venga direttamente aiutato il minore”, ha detto Nordio.

La bandierina Piantedosi si chiama invece “aumento della sanzione per lo spaccio di lieve entità” cui si aggiunge “l’arresto in flagranza del minore” e il daspo urbano verrà esteso ai minori sopra i 14 anni per allontanare da alzune zone della città “chi è responsabile di comportamenti che aggravano il disordine urbano”. Il daspo sarà valido anche per chi fa uso di stupefacenti, allo scopo di favorire “l’allontanamento dalla frequentazione di certi luoghi, sedi universitarie, scuole, locali pubblici”. Piantedosi ha anche spiegato che “vengono rafforzate le misure di contrasto ai disordini in luoghi pubblici, ampliata la platea dei reati presupposto come il porto d’armi, la violenza, la resistenza a pubblico ufficiale o se già destinatario di misure cautelari in carcere” con l’aumento della “pena per l’arresto per porto di strumenti atti ad offendere, aumentando la contravvenzione, e la pena per porto e abuso di armi bianche” prevedendo infine un “inasprimento verso lo spaccio di stupefacenti di lieve entità per minori, sempre ultra 14enni”. Come da dettagliata cronaca di Repubblica.

Naturalmente nel decreto, e non c’erano dubbi, non compare la prevista e strombazzata stretta sull’accesso dei minori ai siti porno con disappunto della ministra Roccella che aveva già piantato lì la bandierina intestandosi dichiarazioni di Rocco Siffredi che aveva detto altro. Nella norma non dovrebbe entrare nemmeno il potere del Questore di vietare l’utilizzo dei telefoni cellulari per i minori incriminati.

Una nuova sconfitta politica, tutta interna alla guerriglia intestina interna alla maggioranza, per il ministro dell’iperbole Matteo Salvini.

 

 

(7 settembre 2023)

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