di Paolo M. Minciotti
E giù botte da orbi nel nuovo decreto legge punitivo contro la criminalità giovanile sul tavolo del pre-Cdm che poi il Cdm taglierà qua e là perché una cosa sono le parole di Salvini e altra cosa quello che si fa sul serio. Il decreto legge ipotizzato prevede di tutto: dalla proibizione di uso del cellulare (e vogliamo proprio vederlo applicato) alla galera per i genitori che non manda i figli minori a scuola (e mentre questi sono in galera, dei figli minori chi si occupa?). Insomma tutta propaganda e niente roba seria.
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Poi, in realtà, le cose andranno diversamente perché, fermo restando che qualcosa contro una delinquenza giovanile che lascia di ghiaccio, le misure dovrebbero essere tese anche ad educare e recuperare e non solo a punire: al netto di ciò che dice Salvini.
Dunque si abbassa la soglia di richiamo del minore a 14anni; il Prefetto potrà inibire l’uso di cellulare e social; si abbassa l’imputabilità da 14 anni a 12 anni (un 12enne in galera fa orrore solo a pensarci; sanzione amministrativa pecuniaria da 200 euro a 1.000 euro a chi non si occupa dei minori che deve tutelate, genitori inclusi; nel caso di inosservanza dell’obbligo dell’istruzione dei minori, chiunque ometta di sottostare a tale obbligo è punito con la reclusione fino a due anni e via misure punitive una dopo l’altra.
E mentre in Italia almeno una volta al giorno un uomo ammazza una donna o la maltratta di fronte ai figli spesso minorenni (e nessuno dice nulla o quasi e si fa troppo poco, trattandosi di una roba che mette in crisi il potere maschile che straparla di ogni cosa) ci si chiede come troveranno applicazione le misure di cui sopra – mentre aspettiamo il definitivo varo del transatlantico delle punizioni – in uno stato in cui è già difficile quando non impossibile applicare ciò che già è previsto, con il Governo in perfetta linea con ciò che questi avevano promesso in campagna elettorale che si dimentica, come sempre, che tra il mettere su carta ciò su cui legifera e l’applicazione delle leggi che promulga corre una distanza pari a tutto il globo terraqueo.
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L’ennesima reazione isterica che non fa che confermare l’incapacità dei governi italiani (tutti) di trovare soluzioni reali a un problema che rischia di mettere a soqquadro la convivenza civile quotidiana. E la politica italiana solo pezze sa mettere.
(7 settembre 2023)
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