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Salvini e Piantedosi sembrano leggerissimamente sotto assedio, e non proprio dai media che accusano….

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di Daniele Santi

Anche se pare a uno sguardo superficiale che a cercare i colpevoli della terribile tragedia di Cutro sia solo la stampa comunista, in realtà l’assalto alla diligenza Salvini-Piantedosi è partito da dentro il governo Meloni che ha reso noto a chiarissime lettere che non si accontenterà di spiegazioni superficiali.

così anche a Salvini tocca rompere il silenzio come se avesse qualcosa da dire al di là degli slogan. Lui non si è fatto sfuggire l’occasione (è Repubblica a citarlo): “Solo immaginare che il ministro dei Trasporti, che è papà, abbia non solo detto ma anche soltanto pensato di non intervenire, è un oltraggio”, noterete che la parte più importante del discorso non riguarda i morti, ma il fatto che Salvini è padre – ed era lui quello che gridava che non si mettono i propri figli al centro dell’agone politico e poi portava una bambina sul palco di Pontida.

La bruttissima storia di Cutro (gente in piazza a gridare “Si poteva evitare!”) potrebbe dunque rappresentare un cambio di rotta del governo nella gestione dell’immigrazione lasciata fino ad oggi nelle mani della diligenza Salvini-Piantedosi, quella dei decreti imprescindibili per l’Italia come quello sul rave. Gole profonde parlamentari parlano infatti di irritazione da parte di Fratelli d’Italia con la presidente del Consiglio Meloni e il suo sottosegretario, Alfredo Mantovano, convintisi che il pugno duro non sia più la risposta da offrire all’opinione pubblica e ancor meno lo siano le scuse piagnucolose del ministro Piantedosi che non staremo a ripetere qui.

Ci sono altre brividi lungo la schiena della diligenza Salvini-Piantedosi: il procuratore di Crotone, Giuseppe Capoccia, che coordina l’indagine, ha nel suo curriculum un passaggio da tecnico al fianco dell’attuale premier essendo stato dal 2009 al 2010 vice capo legislativo del Ministero della Gioventù, quando a guidarlo c’era proprio Giorgia Meloni quando era sottosegretario alla Giustizia era proprio colui che è l’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

Ce n’è abbastanza per far tremare le poltrone e far cadere teste e a poco servirà continuare a dare la colpa alla stampa, minacciare querele o riformulare frasi infelici con l’aiuto di inviati in televisione che parlano dell’umanità di questo e di quello ma di una mancanza di padronanza del linguaggio che viene scambiato per disumanità.

 

 

(2 marzo 2023)

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