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HomeNotizieHIV & AIDSLotta all'AIDS, Gaynet: Italia indietro su prevenzione e lotta allo stigma

Lotta all’AIDS, Gaynet: Italia indietro su prevenzione e lotta allo stigma

di P.M.M.

Il primo dicembre è la giornata internazionale per la lotta all’AIDS in ricordo delle vittime che sono più di 40 milioni dall’inizio della pandemia. “Purtroppo – dichiara Franco Grillini, Presidente Onorario di Gaynet, “l’HIV è un’epidemia tutt’altro che superata, se si considera che solo nel 2021 ha fatto nel mondo ancora 650.000 morti”.

I grandi progressi della scienza ci hanno portato a nuove cure e a nuovi medicinali che consentono alle persone colpite da HIV di condurre una vita pressoché normale e soprattutto di non essere più infettive. Nonostante ciò, larga parte del mondo non ha accesso a questi medicinali e lo stigma sulle persone sieropositive rimane non sufficientemente combattuto dalle istituzioni pubbliche del nostro Paese. Manca tuttora un’adeguata campagna informativa a livello nazionale, soprattutto per ciò che riguarda i giovani e le scuole. In Italia siamo ben lontani dall’avere un’adeguata informazione e prevenzione in ambito scolastico sulle infezioni a trasmissione sessuale, benché nel mondo sia in corso anche una forte ripresa di infezioni come la sifilide. In occasione del primo dicembre occorre richiamare l’attenzione e quindi sulla necessità di una buona riforma della legge 135/91 sulla prevenzione dell’HIV,  che a suo tempo fu una buona legge per rilanciare ricerca, informazione e prevenzione, valorizzando il ruolo di quel volontariato che negli anni ottanta fu l’unico argine alla pandemia, perché lo stato era totalmente assente. Assenza che registriamo ancora oggi”.

Lo scrive un comunicato di Gaynet che continua con una dichiarazione del presidente di Gaynet, Rosario Coco: “Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità il 44,5% delle persone che hanno contratto l’HIV nel 2021 ha scoperto tardi di essere sieropositiva, quando il sistema immunitario era già compromesso. La richiesta che facciamo al Ministero della Sanità e al Governo è quella di affrontare una grande campagna informativa sul modello di ciò che avviene nel nord Europa e di potenziare tutti i centri pubblici di prevenzione e cura delle infezioni a trasmissione sessuale, perché in questi anni è avvenuto esattamente il contrario e molti di questi centri sono stati inspiegabilmente chiusi”.

 

(1 dicembre 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 



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