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Contentino governativo sul Decreto Rave: colpirà solo gli eventi musicali (ma pena da 3 a 6 anni e intercettazioni restano)

di Daniele Santi

Il decreto-rave che non parlava di rave e che lasciava aperte tutte le porte possibili sarà emendato dopo che il ministro Nordio è intervenuto e ha preso in mano la situazione, modificando il primo decreto del governo Meloni.

Il primo cambiamento riguarda il reato di riferimento: non più il 434 del codice penale, ossia quello che punisce il “crollo di costruzioni o altri disastri dolosi”, ma il più blando articolo 633 che riguarda “l’invasione di terreni o edifici”. Dal reato scompare così la questione manifestazioni e si spiega con il nuovo articolo 633-bis:

Chiunque organizza o promuove l’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento, è punito con la reclusione da 3 a 6 anni, e la multa da euro 1.000 a 10mila, quando dall’invasione deriva un concreto pericolo per la salute pubblica o per l’incolumità pubblica a causa dell’inosservanza delle norme in materia di sostanze stupefacenti ovvero in materia di sicurezza o di igiene degli spettacoli e delle manifestazioni pubbliche di intrattenimento, anche in ragione del numero dei partecipanti ovvero dello stato dei luoghi. È sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, noinché delle cose che ne sono il prodotto o il profitto”. Il nuovo articolo del codice, così come è scritto, continua a entrare però nel codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione. 

 

Ammorbidito, ma non certo morbidissimo. Le pene da tre a sei anni restano dove stavano e resta lì anche la possibilità di fare le intercettazioni. Nordio, saggiamente, ha fatto sparire la genericità dei raduni, specificando trattarsi solo di quelli “musicali”, escludendo gli eventi sindacali o politici. Scompare anche il cenno al numero dei partecipanti, che prima erano quantificati in 50 per far scattare il raduno stesso da mettere sotto accusa. Succede quando alla protervia si sostituisce la competenza. Come dimostra il fatto che il reato riguarderà gli organizzatori e non i partecipanti che potrebbero essere perseguibili solo sulla base del reato di “invasione di terreni o edifici”.

E’ prevedibile che Forza Italia punti i piedi un’altra volta, voleva pene più basse, almeno da 2 a 4 anni. Quindi l’emendamento potrebbe essere ulteriormente emendato. Speriamo non in peggio.

 

 

(30 novembre 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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